Più di un Blog
Cultura, tecnologia, mondi virtuali, arte, in questo blog che da 5 anni raduna gli innovatori alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più libri più liberi", al Palacongressi di Roma EUR. A cura di Marina Bellini PiuBlog
luglio: 2011
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Archivio di luglio 2011

Papermakis: il video

Papermakis in un delizioso machinima di ColeMarie Soleil.

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The Hope Beyond The Door

Non aprite quella porta. Ma la porta è aperta. Tutte le porte lo sono nell’installazione di nessuno Myoo, in corso al Pirats Art Gallery in Second Life. Porte aperte sulla malattia, per avvicinarsi e prendere contatto con essa. Ma anche porte aperte alla speranza, l’unico elemento che la rende sopportabile.
E così nessuno Myoo costruisce un’immagine per comunicare l’oggetto rotto in cui il corpo umano si trasforma, nel dolore e nella solitudine di un evento drammatico.
Ormai padrone del prim, che sa modellare in maniera mirabile, da artigiano si trasforma definitivamente in artista, poichè tramite una “costruzione” egli riesce a raccontare storie e a comunicare emozioni.
Nessuno Myoo tramuta la non-materia grezza in materia consistente come metallo o legno e lo fa talmente bene che a livello sensoriale se ne può percepire la ruvidità o la brillantezza.
Non ci sono sbavature nei suoi raccordi: ogni minuscolo pezzo è unito con meticolosa precisione, pari solo a quella dei giapponesi, che nel metaverso sono maestri insuperabili.
Qui alcune foto dell’installazione, che resterà al Pirats durante tutta l’estate.

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Quando il giornalismo “dal basso” è falso e bugiardo

Ci sono persone in rete, e non faccio nomi perché la lista sarebbe troppo lunga, che hanno velleità di giornalisti e nel far cronaca di eventi, colorando fantasiosamente i loro post, non si rendono nemmeno conto di quanto danno possano procurare ad altri.
Mi è capitato recentemente di aver letto una notizia scorretta, meglio dire falsa, nell’intervista a un personaggio che organizza eventi nei mondi virtuali. Avendo compreso che la blogger aveva messo in bocca a qualcuno delle falsità, che oltretutto riguardavano un evento fatto al Digital Cafè di Più Libri e non nell’isola di cui stava parlando, ho scritto un commento per ricevere spiegazioni o quantomeno una rettifica da parte dell’autore. Mi è stato risposto che sono “imperscrutabile”, quindi non comprendendo a cosa mi riferissi, è facile immaginare che la blogger non sapesse cosa aveva scritto.
Allora ho dettagliato il mio commento, riportando la riga in cui veniva scritta la falsità di cui sopra e per risposta ho ricevuto una minaccia. Come dire, sono stata accusata di fare spam.
Finché il diretto interessanto non è venuto a conoscenza del fatto e ha chiesto di cancellare quella notizia scorretta. Il guaio è che la blogger ha cancellato il pezzo incriminato, ma ha lasciato i miei commenti. Poi dei due ne ha cancellato solo uno, per cui, a conti fatti, quella fuori di testa sembravo io, poiché il mio commento pareva un delirio senza appigli.
Dopo il terzo intervento del povero intervistato, la blogger ha cancellato anche il secondo commento, lasciando tuttavia il suo, minaccioso, con cui mi diceva che stavo spammando: “Ti preghiamo di limitare lo spam e smettere di commentare qui. Nessuno può capire quello che stai dicendo…”.
Il problema è che per comunicare è necessaria una capacità di attenzione e di ascolto che tipi come la suddetta non possiedono di default. Noi siamo ormai abituati alla mole di falsità che vengono scritte quotidianamente da giornalisti professionisti, ma chi lo fa è pagato per farlo. Invece l’informazione cosiddetta dal basso dovrebbe riscattare il diritto alla trasparenza e alla verità, essere più severa nella verifica di fonti e notizie. Ma in virtù dell’ansia di apparire o d’indossare fiorellini all’occhiello, getta fango sugli altri senza assumersene alcuna responsabilità.
Questo è ciò che indebolisce la rete. Questo è ciò che non la rende affidabile.

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Il mondo di Papermakis

Non c’è nulla di meglio in un pomeriggio d’estate con 40° gradi fuori, restare dentro con l’aria condizionata e immergersi in un altro “dentro”: Second Life e le sue performance artistiche.
Suggerito da Bryn Oh, il teleport mi ha catapultata nel magico mondo di Papermakis, creato da Romy Nayar.
L’artista racconta che c’è un mondo intero nei libri, giornali, articoli, disegni e ci suggerisce di chiederci cosa ci sia in tutti quei mini-mondi che non si possono percepire.
Il Papermakis, nato da un albero, è l’essenza della loro vita e gli alberi, alimentati dall’ossigeno che producono, possono creare nuovi ruoli vitali nella nostra immaginazione.
Per esempio: ogni volta che una macchia di inchiostro cade su un foglio di carta, intenzionalmente o consapevolmente, si potrebbe vedere la nascita di un albero. Era un gioco che da bambini si faceva spesso, ed è molto piacevole ripercorrerlo con una diversa consapevolezza.
La lingua del Papermakis è molto curiosa: tutti conoscono una sola lettera e parlano come una squadra, come per farci intendere che negli altri ci si completa, ponendo attenzione ai pensieri altrui.
L’esperienza di questo viaggio è molto poetica e per farne cronaca io non ho rispettato il regolamento di indossare l’avatar del popolo di Papermakis. Ma consiglio chi vuole immergersi in questa avventura di provare questa divertente trasformazione.
L’isola è globalmente un’opera d’arte, dove tutto è in movimento perpetuo ed è capace di stimolare l’immaginazione ben oltre le consuetudini dei virtual world. Brava Romy Nayar!

SLurl:  http://slurl.com/secondlife/MetaLES/123/78/23

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Patrick Moya in diretta dalla Croisette

Un’esperienza emozionante in diretta con il grande artista francese Patrick Moya, in collegamento da la Croisette di Cannes e contemporaneamente sull’isola in Second Life, dove l’artista ha ricostruito l’installazione pressoché identica a quella reale, sia in esterno che in interno.

Qui la diretta dell’evento reale: www.moyapatrick.com
SLurl
per visitare l’allestimento virtuale: http://slurl.com/secondlife/Moya%20Museum/196/119/25
Qui le foto dell’installazione virtuale.

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