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Cultura, tecnologia, mondi virtuali, arte, in questo blog che da 5 anni raduna gli innovatori alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più libri più liberi", al Palacongressi di Roma EUR. A cura di Marina Bellini PiuBlog
luglio: 2011
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Quando il giornalismo “dal basso” è falso e bugiardo

Ci sono persone in rete, e non faccio nomi perché la lista sarebbe troppo lunga, che hanno velleità di giornalisti e nel far cronaca di eventi, colorando fantasiosamente i loro post, non si rendono nemmeno conto di quanto danno possano procurare ad altri.
Mi è capitato recentemente di aver letto una notizia scorretta, meglio dire falsa, nell’intervista a un personaggio che organizza eventi nei mondi virtuali. Avendo compreso che la blogger aveva messo in bocca a qualcuno delle falsità, che oltretutto riguardavano un evento fatto al Digital Cafè di Più Libri e non nell’isola di cui stava parlando, ho scritto un commento per ricevere spiegazioni o quantomeno una rettifica da parte dell’autore. Mi è stato risposto che sono “imperscrutabile”, quindi non comprendendo a cosa mi riferissi, è facile immaginare che la blogger non sapesse cosa aveva scritto.
Allora ho dettagliato il mio commento, riportando la riga in cui veniva scritta la falsità di cui sopra e per risposta ho ricevuto una minaccia. Come dire, sono stata accusata di fare spam.
Finché il diretto interessanto non è venuto a conoscenza del fatto e ha chiesto di cancellare quella notizia scorretta. Il guaio è che la blogger ha cancellato il pezzo incriminato, ma ha lasciato i miei commenti. Poi dei due ne ha cancellato solo uno, per cui, a conti fatti, quella fuori di testa sembravo io, poiché il mio commento pareva un delirio senza appigli.
Dopo il terzo intervento del povero intervistato, la blogger ha cancellato anche il secondo commento, lasciando tuttavia il suo, minaccioso, con cui mi diceva che stavo spammando: “Ti preghiamo di limitare lo spam e smettere di commentare qui. Nessuno può capire quello che stai dicendo…”.
Il problema è che per comunicare è necessaria una capacità di attenzione e di ascolto che tipi come la suddetta non possiedono di default. Noi siamo ormai abituati alla mole di falsità che vengono scritte quotidianamente da giornalisti professionisti, ma chi lo fa è pagato per farlo. Invece l’informazione cosiddetta dal basso dovrebbe riscattare il diritto alla trasparenza e alla verità, essere più severa nella verifica di fonti e notizie. Ma in virtù dell’ansia di apparire o d’indossare fiorellini all’occhiello, getta fango sugli altri senza assumersene alcuna responsabilità.
Questo è ciò che indebolisce la rete. Questo è ciò che non la rende affidabile.

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