SECOND LIFE: artisti si, artisti no
Ieri su Facebook ho partecipato ad una discussione sull’arte in Second Life e, a parte il fatto che detesto le discussioni su quella piattaforma perchè vengono inghiottite dal marasma globale, ho tratto alcune personali conclusioni.
Innanzitutto con l’arte ci convivo fin da adolescente: ho vissuto per l’arte, ho vissuto con gli artisti, l’ho studiata (e continuo a farlo perchè non si finisce mai) e mi ci sono mantenuta nei periodi più disparati della mia vita. Perciò non smetterò mai di parlare d’arte, di esprimere su di essa le mie emozioni e perchè no, anche le opinioni, positive o negative che siano.
Premesso ciò, va detto che malgrado i suoi limiti o costrizioni, Second Life è una straordinaria piattaforma di sperimentazione e creazione e spesso sforna vere e proprie opere d’arte, che ben presto saranno riconosciute come parte dell’arte contemporanea. La discussione di ieri verteva sulla seguente provocazione: “Sono aperte le selezioni per diventare artista. Presentarsi muniti di 3 opere a scelta e della certificazione di aver esposto in almeno 3 gallerie diverse. Chi non possiede tali requisiti non potrà mai essere o definirsi artista“.
Inutile sintetizzare gli interventi che si sono susseguiti, ma ciò che emergeva era una forte richiesta di abbattimento delle qualificazioni nel settore dell’arte in Second Life.
Considerando la piattaforma 3D un reale (e non virtuale) strumento d’espressione, io credo che questo non sia possibile, poichè nel metaverso valgono le stesse regole di qualunque ambiente che implichi comunicazione e creazione.
Senza spostarci dalla rete, si potrebbero citare molti esempi di quanto accaduto dall’avvento di Internet. Bravi blogger che hanno pubblicato su carta, web designer che hanno messo su aziende, ma anche autori che grazie al mezzo sono stati riconosciuti e remunerati per fare il loro mestiere e altre categorie che, grazie alla rete, hanno potuto dimostrare online le loro capacità traendone vantaggio.
Perciò sono convinta che pur essendo Second Life una piattaforma di nicchia, ma avendo caratteristiche diverse rispetto ad altre più popolari, sia un ottimo ricettacolo di talenti altrimenti nascosti.
Il dramma è quando si vuole per forza omologare tutta l’utenza creativa, senza tener conto delle qualità e dei percorsi dei singoli. Chi crea e si esprime artisticamente non è detto che sia realmente un artista. Ma chi lo è… come si riconosce?
L’arte è sempre stata un linguaggio universale, udibile da tutti: se arriva, arriva. A chiunque, indistintamente.
Tuttavia ci sono ricercatori e professionisti di discipline diverse (antropologi, psicologi, sociologi, economisti, ecc.) che si chiedono se oggi la nostra società sia ancora in grado di recepire il messaggio dell’arte, di distinguerlo, di leggerlo.
Ebbene, in Second Life, dove è possibile soffermarsi in silenzio a cogliere messaggi d’arte, è come se la sordità contemporanea azzerasse il valore delle singole opere. Per piaggeria o per eccesso di appartenenza, “tutti sono bravi”, “tutte le opere sono belle”.
Questi, che sono tuttavia giudizi, fanno molto male alle potenzialità artistiche di chi vi opera. Perchè se a qualcuno che ha delle reali potenzialità per fare un percorso costruttivo io dico dall’inizio che la sua opera è fantastica, l’ipotizzabile artista non compierà alcuna evoluzione travagliata che lo porti a realizzare veramente ciò di cui potrebbe essere capace.
Per fare un esempio, ieri sono andata a vedere Summer Pyramid 2012, una mostra collettiva di “artisti” a noi noti nel metaverso organizzata da Lion Igaly, e dopo aver fatto il consueto giro ho avuto una folgorazione. Fra tutte le opere esposte, principalmente una rimane nel cuore: quella di Nessuno Myoo che dopo l’installazione fatta al MIC l’inverno scorso, ha guadagnato un’impennata emozionale che prima non aveva. Ness è sempre stato molto bravo a modellare i prim, tirandone fuori icone o immagini di grande impatto visivo, tuttavia le sue opere, pur essendo esteticamente impeccabili ed equilibrate, gli facevano guadagnare l’appellativo di “artigiano”. Ma la sua passione, l’impegno profondo e l’amore totale per questo lavoro hanno sbloccato tutto ciò che voleva comunicarci ed oggi, grazie alle sue capacità tecniche sviluppate all’estremo, riesce a mandare messaggi poetici molto forti. Non solo: oggi le sue opere riescono a trovare da sole le luci e le ombre e questo è da ritenere un risultato straordinario dentro un mondo in 3D.
Pur trovandosi nel caos di una galleria virtuale, Nessuno Myoo riesce a fare sua la fetta di spazio disponibile ed isolarla dagli altri, aiutandoci ad entrare a picco dentro la sua emozione. Ed è così che da un cane meccanico, fatto di freddi e incomunicabili prim, trapela un’espressione che schizza diritta al cuore e raggruppa in sè tutto il significato dell’opera, concepita mediante un mouse che modella un cubetto di legno. Il prim, per l’appunto.
Oggi, a qualche mese di distanza da Tales in the Shadow, riconosco Nessuno Myoo come Artista: per il percorso strenuo e cocciuto, per non essersi mai offeso quando lo si chiamava “artigiano”, per aver seguito il suo percorso sperimentale senza curarsi dei giudizi altrui o magari tenendone conto quando intuiva potessero essergli utili.
Trovo che seguire i percorsi creativi sia un’eccezionale opzione di questo mondo virtuale, ma come in tutti gli ambienti artistici sia necessario un grande amore per l’arte e per chi la ama. Amore per l’arte è anche attenzione, ricerca e studio e per dire “mi piace” o “non mi piace” bisogna anche saper fornire delle spiegazioni convincenti. Il resto è solo attività di… bacheca.
Qui di seguito alcuni snapshot della mostra a Indire, dove sono rimasta piacevolmente colpita anche dalle due creazioni di Kicca Igaly che sta facendo un bellissimo percorso creativo, eliminando, tappa dopo tappa, l’inutile e il superfluo per comunicare attimi e sentimenti poetici.
SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/INDIRE/83/221/23








lol :°)
Ammazza…! Rinkoglionimento totale… ha fatto bene il mio medico a darmi una cura di vitamine e sali minerali stamattina!
Comunque si… artista lo eri già, ma adesso con quel cane lì (che già guisce malinconico, ma tra poco comincia ad abbaiare per farmi tacere…) hai raggiunto il vertice.