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Cultura, tecnologia, mondi virtuali, arte, in questo blog che da 5 anni raduna gli innovatori alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più libri più liberi", al Palacongressi di Roma EUR. A cura di Marina Bellini PiuBlog
luglio: 2012
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Archivio di luglio 2012

Evoluzione & stile nei mondi virtuali

Quando una piattaforma si evolve, implementando nuovi strumenti che migliorano la qualità del prodotto, l’utenza addetta alla produzione dovrebbe eseguire modifiche e aggiornamenti istantanei con i nuovi strumenti disponibili. E’ accaduto nel web, quando dai siti programmati in html si è passati ai css, e quando semplici programmi come Frontpage sono stati rimpiazzati da Dreamweaver e affini. Di conseguenza il web è migliorato nel suo aspetto grafico e nella leggibilità, e i siti obsoleti sono rapidamente decaduti.
Con l’avvento degli scuplt e delle mesh, anche i mondi virtuali hanno offerto un cambiamento epocale a piattaforme come Second Life, tuttavia, salvo rari casi, ancora non si riscontra la repentina metamorfosi che ci si aspettava.
Ed ecco che la parte vecchia di Second Life risulta incredibilmente brutta, piatta e obsoleta. A cominciare dagli abiti “non mesh” indossati dagli avatar.
Rispetto a sim costruite con sculpt e mesh, paesaggi e luoghi scolpiti con i prim appaiono ormai superati e miseri, così come sembrano inadeguati e “retrò” gli abiti tradizionali con cui abbiamo vestito i nostri avatar fino a poche settimane fa.
E’ probabile che molti utenti non abbiano ancora aggiornato i wiever e che forse nemmeno le vedano le mesh, però a entrare in una sim tutta costruita con mesh, in cui si vendono esclusivamente abiti e accessori mesh, è veramente un altro mondo!
E’ il caso di MAYFIRE, la sim di Lelutka dedicata esclusivamente alle mesh che espone attualmente due brand: Celoe e Mon Tissu.
Qui possiamo dire che oltre la tecnica aggiornata c’è anche un gran gusto e una conoscenza del design che va oltre i normali canoni del metaverso (con un’unica pecca: gli alberi!). Dalla strada molto british, all’interno dei due soli negozi che per ora la occupano, ogni angolo rasenta la perfezione,  e regala equilibrio tra immagine e contenuto. Ci vuole sapienza e passione per arrivare a questi risultati, ed è un piacere per chi vi si reca a fare shopping per rinnovare il guardaroba, trovarsi circondati dal bello. Che sarà pure virtuale, ma l’occhio umano lo coglie quanto il bello reale. La bellezza affiancata al buon gusto e alla tecnica nel metaverso è come l’alta moda nella real life: sono valori importanti per educarci ed educare a capire le differenze, a migliorare la nostra visione delle cose, lo stile estetico che applicheremo poi in ogni gesto quotidiano.
Cinque anni fa, all’inizio del mio percorso in SL, sentivo dire da molte ragazze che vestire l’avatar le aveva aiutate a migliorare il gusto nel vestire RL. Ora con questi nuovi suggerimenti fashion si spera in un’ulteriore miglioramento. Perchè non è vero che “è bello ciò che piace”, ma è bello solo ciò che è oggettivamente bello.

SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/MAYFAIR/132/129/22



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The Returning

Oggi il mio avatar vi accompagna a visitare un’installazione di Marcus Inkpen al LEA dal titolo “The Returning”. Si tratta di un building “poetico”, di un viaggio spirituale nella foresta della memoria, ricostruita su un’intera sim.
Un’esplorazione dei legami spirituali perduti, che attendono il ritorno nei nostri animi. Mentre ci si perde nel labirinto del grande palazzo della storia, si percepiscono silenzi di sacralità che creano un contatto suggestivo tra il “dentro” e il “fuori”.
Marcus è noto in Second Life per la bellissima sim “The Looking Glass”, che rispecchia le sue opere digitali visualizzabili nel sito: www.jmrart.com/.
Benchè il suo building sia molto convincente, ci piacerebbe vederlo all’opera con più sculpt e mesh. I suoi mondi fantastici ne gioverebbero. Così come stanno giovando a foto e video gli abiti mesh che i migliori stilisti del metaverso stanno producendo.

SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/LEA17/78/135/24


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“Double Doubt” di Zhirvi Hirvi

Poi ci sono esposizioni come “Double Doubt” di Zhirvi Hirvi, che nel metaverso difficilmente ti aspetti. In un mondo virtuale dove tutto è immagine, Zhirvi lancia una “provocazione” con la “non immagine”, lasciando perplessi gli spettatori alla ricerca di emozioni visive.
Come si legge sulla locandina, si tratta di 44 immagini generate dal programma “Mail” in ambiente Apple, che interpreta la posta indesiderata, modificandone automaticamente l’aspetto. Mail sostituisce le immagini con punti interrogativi, cambia i caratteri dei testi, sposta le posizioni reciproche degli elementi, modifica gli sfondi, generando delle configurazioni ambigue e stranianti che poco conservano del messaggio originale e del suo intento. Gli scatti, presi a schermo sulle immagini così prodotte automaticamente, sono stati ripuliti parzialmente dai testi, in maniera necessaria e sufficiente da eleiminare ogni residuo riferimento al contenuto originario e successivamente ricampionati in quadrati da 1000 x 1000 px in bicubica.
Il risultato è un insieme di frasi, di messaggi mentali che restano in ciò che avanza della memoria e che sembrano non avere un senso, ma che agiscono come i messaggi subliminali della pubblicità.
Ritrovo in questo “non senso” una frase del mio primo libro “Maschi virtuali” (Apogeo 1998) che diceva: Quando cerchi qualcosa in Internet trovi sempre qualcos’altro. All’epoca le autostrade della rete non erano trafficate come oggi, tuttavia si preannunciava l’incombente diluvio d’informazioni, attraverso il quale le nostre certezze rischiano giorno per giorno di diventare delle incognite.
Quel punto interrogativo che si sostituisce a un’immagine non visualizzata correttamente racconta il vivere quotidiano di chi abita la rete, che da grande metafora del cervello umano rappresenta ormai il nostro futuro. Un futuro che non si può prevedere, ma che ognuno di noi può costruire, quale sia l’incertezza che ci attanaglia o l’impedimento tangibile. Nella pluralità delle appartenenze, la nostra identità manifesta le sue molteplicità e noi non sappiamo quale sfaccettatura tra pochi minuti o domani andremo a mettere online. Ma se in quel momento ne saremo consapevoli, sapremo decidere cosa tenere e cosa buttare. Proprio come ha fatto Zhirvi Hirvi nella sua geniale installazione.

SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/Crimson%20Isle/75/39/138

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LEONARDO’S MACHINES al MIC-Imagin@rium

Ha già ricevuto circa 1200 visitatori in quasi 5 giorni la mostraLeonardo’s Machinesdi Sniper Siemens al MIC – Imagin@rium in Second Life.
Un successo inaspettato per un’expo estiva, ma il continuo flusso di avatar in visita ci fa ben sperare che l’interesse per la cultura e per l’arte sia molto acceso nei fruitori dei mondi virtuali.
Quello di Sniper è un bellissimo lavoro di building realizzato nel 2009, ma a tutt’oggi valido per la precisione con cui ha ricostruito le macchine di Leonardo da Vinci, partendo dai bozzetti del genio rinascimentale. Mentre in altre location le macchine venivano esposte a dimensione “uomo”, al MIC abbiamo voluto ingrandirle 2/3 volte per dare la possibilità al visitatore di intuirne la potenza e di focalizzare gli ingranaggi. Grazie a degli script, alcuni sono in movimento e le macchine sparpagliate nel mare dell’isola conferiscono una sorta di vitalità tangibile alla scenografia globale.
Sul sito di secondlife.com la mostra è evidenziata nella destination guide e ci auguriamo che Linden Lab (che ringraziamo per la collaborazione) la mantenga visibile per tutto luglio e agosto.
Il tour è molto interessante anche dal punto di vista didattico: ogni macchina è descritta in una notecard in italiano e in inglese, mentre a ridosso della spiaggia, su dei cavalletti, sono esposti i codici di Leonardo con didascalie di descrizione.
Anche questa mostra dimostra l’utilità oggettiva dei mondi virtuali per divulgare e far comprendere, emozionando, degli importanti momenti di cultura universale.
Ma è anche grande soddisfazione per chi produce queste iniziative nell’osservare come moltissimi avatar si fermino davanti ad ogni singola opera, raccolgano le info e perfino ne discutano tra loro utilizzando il chat. Molte fotografie degli utenti sono state pubblicate su Facebook.
In attesa del video che girerò appena possibile, anch’io ho scattato alcune foto: come sempre il mio avatar Mexi Lane vi accompagna nelle tappe principali dell’installazione… con le sue frivolezze fashion.
(In ordine di apparizione gli abiti mesh sono di Coldlogic, Baiastice, Hucci, Ingenue).

SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/MIC/162/240/23



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Sfarzi elisabettiani nel metaverso

Un’altra location in Second Life che vale la pena visitare è il Rose Theatre, uno sfarzoso complesso architettonico che celebra i fasti dell’architettura elisabettiana.
La costruzione, che si estende su due sim, fa venire in mente più Hardwick Hall che il teatro omonimo, ma i suoi ampi spazi, tutti percorribili, sono ben texturizzati e illuminati. Malgrado non ci siano molti riferimenti tangibili alla pianta originale del Rose Theatre, l’immaginario ne resta appagato.
L’effetto scenico è notevole, anche se avremmo risparmiato i cipressini sparsi negli angoli nei saloni al piano terra, che per la loro approssimazione deturpano l’attento lavoro dei builder. Il cielo di default della sim è un peccato mortale: troppa luce sparata appiattisce ogni parete e riduce la profondità che invece c’è grazie all’architettura. Perciò a chi va in visita a questa monumentale costruzione consiglio di cambiare il cielo ed effettuare il percorso con luci più soft.
Nelle foto il mio avatar vi accompagna a vedere alcuni scorci.  Lo scenario è ideale per mostrare delle creazioni fashion: Mandala per i gioielli mesh e Coldlogic per l’abito altrettanto mesh. Per il teatro: l’abito è di Gizza Creations, gli orecchini di Donna Flora, il bracciale di Zara.

SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/Angel%20Manor/23/188/22



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