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Cultura, tecnologia, mondi virtuali, arte, in questo blog che da 5 anni raduna gli innovatori alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più libri più liberi", al Palacongressi di Roma EUR. A cura di Marina Bellini PiuBlog
giugno: 2013
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La virtualizzazione del virtuale

Nel 1995 il filosofo Pierre Lévy pubblicava a Parigi “Qu’est-ce que le virtuel?“, uscito in Italia nel 1997 con il titolo “Il virtuale” (Raffaello Cortina Editore). Un testo prezioso per i pionieri della rete che si ponevano domande tra cui la più compulsiva era se la rete, che da lì a poco avrebbe rivoluzionato il mondo della comunicazione, fosse “virtuale”.
Ossessionata da sogni ricorrenti che l’utilizzo della rete mi procurava, nel 1995 le mie pitture si trasformarono in una sorta di “realtà virtuale” che rappresentava le percezioni di mondi possibili e dinamici, sintetici, ma anche sintetizzati. Fotografavo mentalmente un paesaggio reale e traducevo lo stesso in mondo virtuale, utilizzando colori fluorescenti mischiati ai normali acrilici, in modo che la tela finale somigliasse a un grande schermo a colori.
Mentre Lévy valutava come la virtualizzazione fosse una lotta contro la fragilità, il dolore, il logoramento, e ci diceva che alla ricerca di sicurezza e di controllo, noi inseguiamo il virtuale perchè ci conduce verso regioni ontologiche non più minacciate dai pericoli comuni, io stessa stavo riuscendo ad avere consapevolezza di come l’arte stessa fosse capace d’interrogare questa tendenza cercando una via d’uscita dal “qui e ora” e, parallelamente, la sua esaltazione sensuale.
Così come mi era ormai chiaro che l’arte aggancia lo stesso tentativo di evasione nei suoi giri e nelle sue disgressioni, mentre nel suo volteggiare blocca e sprigiona, allo stesso tempo, l’energia affettiva che ci fa vincere il caos.
Ed ecco come la soluzione suggerita da Pierre Lévy appariva scontata e naturale quando lui scriveva che “In un’estrema spirale, indicando così il motore della virtualizzazione, l’arte problematizza il cammino infaticabile, talvolta fecondo e sempre destinato allo scacco, che abbiamo intrepreso per sfuggire alla morte”.
Quando nel 2007 entrai in Second Life per la prima volta, fu come entrare dentro qualcuno dei miei quadri, percorrerlo, esplorarlo dall’interno. Una folgorazione!
Oggi, con la conoscenza ormai acquisita del senso del virtuale, ho potuto tentare l’esperimento di trasformare una delle mie tele (la più grande, 300cm. x 200cm.) dal titolo Realtà Virtuale, in un luogo percorribile e tridimensionale.
Il bello di questa esperienza è stato l’aver trovato buona parte degli oggetti del mio quadro (… ma proprio quelli e non altri!) già scolpiti dai builder di Second Life, con la possibilità di lavorare sulle texture, ricreando le sfumature che avevo già lavorato coi pennelli.
Infine ho collocato la costruzione nell’isola del MIC-Imagin@rium, contaminando tutto il resto della sim con i medesimi colori della mia tavolozza. Presto ne ricaverò un machinima per proporre una mostra reale del quadro, affiancato ad uno schermo su cui proiettare il video dell’installazione cosiddetta “virtuale”.
Che si sia trattato di premonizione o d’intuizione, le due realtà sono perfettamente sovrapponibili e ciò che trapela delle emozioni di chi viene in visita nel virtual world è un senso di serenità, lo stesso che cercavo mentre dipingevo per sfuggire, appunto, il senso della morte.
SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/MIC/204/155/39


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Second Life: “Viaggi in rete” al MiC

Ne parliamo stasera al MiC, in Second Life, alle 22.30 con Mario Gerosa, Fabio Fornasari e Marco Cadioli, tra gli autori del libro “Viaggi in rete – Dal nuovo marketing turistico ai viaggi nei mondi virtuali” (ed. Franco Angeli) curato da Gerosa e Roberta Milano.
La Rete parla di viaggi e nuovi modi di viaggiare nascono in Rete. Il turismo è il settore che, più di altri, ha anticipato e continua ad anticipare l’evoluzione delle dinamiche di mercato che Internet ha generato. La Rete, attraverso blog, recensioni, social network e applicazioni mobile, ha modificato comportamenti e aspettative delle persone, riportando l’individuo al centro. Si delinea un viaggio pensato come esperienza condivisa, in cui la tecnologia rende disponibili nuove piattaforme a un raffinatissimo sistema di guide destrutturate, create dagli utenti e dagli utenti stessi personalizzabili a piacimento.
Contemporaneamente le nuove culture digitali hanno introdotto altri territori e altre narrazioni, presenti soltanto nel web. Nei mondi virtuali e nei videogames si sono sviluppate forme di viaggio complesse, con viaggiatori che esplorano le foreste di World of Warcraft, i mirror worlds alla Twinity, i quartieri di New Vegas e le bizzarre metropoli di Second Life. Alla confluenza del mondo tangibile e degli universi sintetici si sviluppa il turismo che si basa sulle contaminazioni tra reale e virtuale, con ristoranti che vengono taggati e dotati di informazioni accessibili in ogni momento, cartine tematiche da scoprire su Google Maps, luoghi da leggere con gli strumenti della realtà aumentata, musei da visitare prima con il proprio avatar e poi in prima persona.
Non solo non esiste più una differenziazione netta tra chi produce e chi consuma contenuti, ma è definitivamente superato il confine tra online e offline, tra oggettivo e soggettivo, diventati gli uni complementari agli altri in un percorso di reciproco arricchimento. La complessità è alta, gli operatori sia pubblici che privati, sono disorientati. Servono conoscenze tecnologiche ma soprattutto culturali per affrontare un tale epocale cambiamento.
Questo libro propone nuovi, indispensabili approcci di marketing basati sulla costruzione di relazioni e fiducia. Il web può e deve essere uno strumento per legare conoscenze, territorio e cultura, per fare promozione dando nuovo senso alla comunicazione, per dare forma e sintesi all’intelligenza collettiva. E serve spostare l’orizzonte, prevedendo scenari futuri in cui essere finalmente attori e non comparse.

SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/MiC/210/162/39

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Il mondo di Papermakis

Non c’è nulla di meglio in un pomeriggio d’estate con 40° gradi fuori, restare dentro con l’aria condizionata e immergersi in un altro “dentro”: Second Life e le sue performance artistiche.
Suggerito da Bryn Oh, il teleport mi ha catapultata nel magico mondo di Papermakis, creato da Romy Nayar.
L’artista racconta che c’è un mondo intero nei libri, giornali, articoli, disegni e ci suggerisce di chiederci cosa ci sia in tutti quei mini-mondi che non si possono percepire.
Il Papermakis, nato da un albero, è l’essenza della loro vita e gli alberi, alimentati dall’ossigeno che producono, possono creare nuovi ruoli vitali nella nostra immaginazione.
Per esempio: ogni volta che una macchia di inchiostro cade su un foglio di carta, intenzionalmente o consapevolmente, si potrebbe vedere la nascita di un albero. Era un gioco che da bambini si faceva spesso, ed è molto piacevole ripercorrerlo con una diversa consapevolezza.
La lingua del Papermakis è molto curiosa: tutti conoscono una sola lettera e parlano come una squadra, come per farci intendere che negli altri ci si completa, ponendo attenzione ai pensieri altrui.
L’esperienza di questo viaggio è molto poetica e per farne cronaca io non ho rispettato il regolamento di indossare l’avatar del popolo di Papermakis. Ma consiglio chi vuole immergersi in questa avventura di provare questa divertente trasformazione.
L’isola è globalmente un’opera d’arte, dove tutto è in movimento perpetuo ed è capace di stimolare l’immaginazione ben oltre le consuetudini dei virtual world. Brava Romy Nayar!

SLurl:  http://slurl.com/secondlife/MetaLES/123/78/23

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I FIORI DEL WEB

E’ uscito il primo numero di una collana di eBook gratuiti curata dal mitico ZOP, Antonio Zoppetti.
Si chiama I FIORI DEL WEB e punta a fare scouting in rete per riproporre le cose migliori in formato ebook (ed. www.castellovolante.com).
Il primo titolo nasce dal concorso del blog www.zop.splinder.com e s’intitola VITE DA PRECARI [tra creatività e follia]. Il tema del precariato è ormai epocale e molto sentito. Nato da un gioco-concorso sviluppato sul primo «blog opificio di sperimentazione letteraria» italiano, l’eBook raccoglie una quarantina di brevissimi racconti ironici, pungenti, fantasiosi e assurdi. Senza mai cadere nel patetico e nel banale, queste storie precarie scritte da precari costituiscono un divertente spaccato di chi è costretto a [soprav]vivere costantemente in bilico tra la creatività necessaria all’invenzione di un lavoro e il rischio della follia.
Ogni primo del mese uscirà un titolo nuovo, e probabilmente anche gli scritti a suo tempo inviati a Zop troveranno un nuova collocazione.
Lo potete scaricare gratis qui: www.castellovolante.com
Se non avete un reader, al pc lo potete leggere dopo aver scaricato un reader gratuito come: http://www.adobe.com/products/digitaleditions/
Nei blog, nei siti personali e nei social network si trovano narrazioni e scritture innovative, fresche e divertenti. Talvolta sono le palestre di autori emergenti interessanti da scoprire e da riproporre in altre forme. La sfida è saper cogliere i fiori e distinguerli dalle erbacce. I motori di ricerca sono quantitativi.
Ci congratuliamo con Zop per l’ennesima sua brillante idea, sperando di poterlo ospitare al Digital Café di quest’anno a presentare il progetto “dal vivo”. :)

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Asian’s performance: LE FOTO

Emozionante l’incontro di ieri con Fabio Fornasari, aka Asian Lednev, che al Museo di San Giovanni de’ Fiorentini ha ricreato un percorso reale della sua esperienza virtuale.
Il catalogo “Asian Lednev, creatore di Mondi” è bellissimo e vale la pena acquistarne una copia, soprattutto chi ha vissuto con lui i percorsi creativi nel metaverso.
Lunedi 20 giugno Asian Lednev presenterà il catalogo al MiC, l’isola dei Musei di Roma Capitale in Second Life e ci farà una sorpresa. Con lui avremo anche i curatori dell’iniziativa e gli autori del libro. Ma di questo riparleremo in settimana.
QUI le foto di ieri, tra quelle che la mia Canon è riuscita a scattare, malgrado la ghiera di selezione non si trovasse posizionata correttamente.  Succede…! :)

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