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più blog emozioni tra le righe...
certo era un concorso la data di scadenza fu rimandata più e più volte ora è da mesi che non si sa nulla chissà che cosa ne sarà di tutte queste parole i partecipanti se lo chiedono quotidianamente non ci sono nemmeno segni di speranza post scritti per dare una dignità ai propri pensieri e di fatto abbandonati a se stessi nell'etere poverini un giorno o l'altro scapperanno e non ci saranno più!!!
Scritto da: lamartinz - http://lamartinz.splinder.com - in data 29-08-2007
Il Naso - Nikolaj V. Gogol
Il primo naso fu uno splendido esemplare di naso polacco aquilino: al quarto appuntamento mi diede buca e non volle più annusarmi. Gli anni successivi mi portarono nasi di tutti i tipi: camusi, greci, arcuati... Per ultimo è arrivato il tuo naso: sai, subito non mi piaceva. Le prime volte mi dicevo: pensa come sarebbe bella senza quel naso. Poi un giorno l’ho visto con gli occhi della prima volta, ma era diverso: davanti a me c’era un naso pronto a sfidare il cielo senza bisogno d’ali, un naso così fiero d’essere naso che non so… mai visto un naso simile. Ti amo, ricordo di averti detto quel giorno. Quando ripenso al tuo naso, ancora non mi spiego come ho fatto a perderlo.
Scritto da: la rochelle - http://norispella.blogspot.com - in data 09-05-2007
Il giuoco delle perle di vetro
Anch’io ero stata a Castalia come Josef.. E come Josef sarei morta annegata in un lago se non avessi impresso bene nella mia mente un discorso che il Magister tenne ad entrambi quando ci aveva visti stanchi, abulici ed apatici. Entrambi eravamo ambiziosi, volevamo primeggiare e diventare presto Maestri del Giuoco. Ci eravamo applicati molto e questo compito ci aveva occupati a tal punto che all’inizio eravamo euforici per i risultati ottenuti. L’intenso lavoro mentale e l’accanimento per raggiungere la meta ci avevano fatto dimenticare di avere un corpo, che ora ci stava presentando il conto. Fu allora che il Magister ci parlò esortandoci a non trascurare l’equilibrio, che sempre deve essere in noi, fra mente, anima e corpo. Quella lezione io non l’ho più dimenticata; Josef sì.
Scritto da: Michela Vitturi - http://michelavitturi.splinder.com - in data 08-05-2007
tre uomini in barca (per non parlar del cane)
non so piu' quante volte l'ho letto nella mia adolescenza. Ed era sempre una fonte di buonumore e consolazione. Mi ricordo il sottofondo di Michelle e Girl e molti non capiranno queste password - e' normale che le nuove releases non riconoscano i vecchi files. Ma la copertina grigina e pelosetta di quel libriccino sgualcito della BUR , che non leggo ormapiu' da decenni, fa sempre capolino nell'angolo in alto dello scaffale della libreria. E' a disposizione di tutti, come un amuleto o un flacone d'aspirina, e aspetta solo qualcuno che abbia l' ispirazione - in un giorno di pioggia in cui e' saltata la luce e si siano esaurite le pile del computer - e lo prelevi, facendolo ruotare con l'indice e cadere giu' leggero e se lo porti in poltrona.
Scritto da: Psalvus - http://blorum.splinder.com - in data 08-05-2007
L'uomo senza qualità
Incontrai per la prima volta Ulrich distesa su un lettino al Des Bains mentre prendevo il sole. Era vestito di tutto punto come fosse appena scappato dalla sua Vienna detestata. “Strano posto per La morte a Venezia” mi disse sedendosi accanto a me. Divertita, gli risposi che forse Mann aveva visto Venezia umida e nebbiosa solo d’inverno. “Hai trovato ciò che cercavi?”- gli chiesi. “No.”- rispose - “Ho letto, studiato, viaggiato, incontrato gente di ogni tipo, ma sono rimasto inquieto.” Gli ricordai che alla fine aveva trovato Agathe, il il vero amore, e come avrei desiderato essere io Agathe per lui. . “Un vero amore non è mai casto”- affermò. Si chinò e mi baciò le labbra. Chiusi gli occhi estasiata. Quando li riaprii, era sparito.
Scritto da: Michela Vitturi - http://michelavitturi.splinder.com - in data 07-05-2007
Alla ricerca del tempo perduto
Trascorrevo i miei giorni con l’intima gioia derivatami dal pensiero che la sera a letto avrei potuto tramite Marcel continuare nella mia ricerca, capire cosa mi era accaduto, perché stavo male. Marcel mi donava un non-luogo e un non-tempo con la sua scrittura a pennellate lente, mi raccontava dei suoi sentimenti in cui ritrovavo i miei. Mi parlava della nevrastenia, dell’anima, della perdita ,del corpo in cui si sente stranieri, della malinconia generata dall’odio, di quanto rancore avevo accumulato da bambina e che portavo verso i grandi che erano stati cattivi con me. Mi raccontava di come è impossibile dormire in un letto reso duro e freddo dal dolore, che desiderevo essere capita perché volevo essere amata ed amare e che i veri paradisi sono quelli che abbiamo perduti.
Scritto da: Michela Vitturi - http://www.vitturi.splinder.com - in data 07-05-2007
Beograd BBoyz
Inspiro. Espiro. Molecole HH. Se vuoi posso giocare, sorvolare su vita e dita intrecciate, strette a pugno attorno a un sogno, posso dipingermi il viso arcobaleno e fingere d'essere altrove, a sporcarmi le mani di sole, invece che sangue arterioso. Conficca forte cento spilli nella carne, per sperimentare metà del dolore che racconto, il capo nel cesso per assaggiare solo in parte la merda che inalo. Vieni con me, ti porto dove uccidono tuo padre e tu sei spettatore ma dall'altra parte del televisore. Ci succhiano l'anima quando non hanno più niente da portar via e rendono schiavi, della realtà che deflagra ovunque, intorno e dentro noi. Allora, bimbo 'bianco' vuoi ancora giocare alla guerra con l'uomo 'nero'?
Scritto da: Helena Red - http://helenared.splinder.com - in data 04-05-2007
Dopo che sono stata espulsa da LA CASA DELLA GIOIA di Edith Wharton
“… passò fra loro la parola che li riunì per sempre”. FINE. Due giorni vissuti altrove con pensieri in prestito, tutto rimando, in ostaggio della Casa della Gioia. La fine mi lascia orfana sulla poltrona di cucina, secolo XXI°, il sibilo della caldaia, un volume gualcito al tramonto. Stampino ex libris e adieu. Mi scapicollo per spesa delle 19.25. Come gatto freeskiesdipendente cenerò a scato- lette superglobal. Prima della cena con Riomare ero una tizia in fiocchi con om- brellino e tutto, contesa tra i salotti fin de siècle di NY e le ville del Mondo nella saison di Newport. Il telefono mi coglie con quel tono smozzicato disadat- tato da ritorno al futuro. Nel libro, Lily la fikissima rispondeva a bruciapelo con frasi bellissime un casino eleganti, anche se era un'oca. Tutto sommato.
Scritto da: Q.lla - http://irrequieto.splinder.com/ - in data 01-05-2007
Emozioni tra le righe...
Emozioni tra le righe è il titolo di questo concorso e credo che sia quantomai azzeccato se si vuole parlare di un libro e di quella emozione che esso ha suscitato in noi...E allora vorrei parlare del libro,non di un libro in particolare,ma di quel libro che rappresenta un po' il nostro amore per la lettura...Quel libro che fa parte di tutti noi,che riassume le nostre storie,le nostre vite...Quale libro è più bello di questo?Quel libro che è insieme profumo di pagine mai lette,di racconti inesplorati,quel primo libro che qualcuno ci ha donato per aprirci questo mondo così ricco e così bello,quel libro che è dolore e gioia e risate e malinconia...Quel libro che rappresenta il nostro passato e insieme il nostro futuro...Con la speranza che sia sempre un'emozione.
Scritto da: Ale - http://alealecalda.spaces.live.com/defa - in data 30-04-2007
COME UN ROMANZO
Si snoda leggero e fresco… come un romanzo. Ti prende in una lettura intensa e coinvolgente…come un romanzo. Ti invita, in un decalogo che ti legge dentro, a fare esattamente quel che tante volte hai fatto: fermarti, tornare indietro, rinunciare, riprendere, saltare, ricominciare, leggere a ritroso… E ti senti bene, anche tu un po’ Pennac, al femminile, all’italiana. Non sei un’aliena che dovrà nascondersi o vergognarsi. Sei una lettrice con niente di speciale, una persona comune, una persona “normale” che ama leggere. Hai fatto tuoi, senza saperlo, i diritti di ogni lettore che qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in bell’ordine e far apprezzare da tutti…come un romanzo.
Scritto da: AngelaFerilli - http://www.diariodiunascrittrice.splinder.com - in data 30-04-2007
Le cose sono di chi le trova per primo
< Io non ho paura> è uno dei miei film preferiti. Ma prima viene il libro e poi il film. Ora sto leggendo il libro e la mia immaginazione è bloccata dalle immagini del film. Leggo e vedo campi gialli, vedo un buco nero...eppure se fisso la copertina è bianca. E io non ho altri colori: o li ho persi o me li hanno rubati. Visto che il cinema mi ha rubato i colori, dirò di quello che mi ha lasciato il libro: < bambino nel buco..gli orsetti lavatori mordono perchè hanno paura dell'uomo..tu non hai paura dei vermi> - una bella sceneggiatura per un bel film. La scrivo a memoria perchè non riesco più a ricordare di quando ho vinto la paura del buio con parole mie: il libro mia ha rubato le frasi. < Le cose sono di chi le trova per pimo> - così aveva deciso il Teschio.
Scritto da: sizan - http://www.spritz.it/blog/sizan - in data 29-04-2007
Le cose sono di chi le trova per primo
< Io non ho paura> è uno dei miei film preferiti. Ma prima viene il libro e poi il film. Ora sto leggendo il libro e la mia immaginazione è bloccata dalle immagini del film. Leggo e vedo campi gialli, vedo un buco nero...eppure se fisso la copertina è bianca. E io non ho altri colori: o li ho persi o me li hanno rubati. Visto che il cinema mi ha rubato i colori, dirò di quello che mi ha lasciato il libro: hanno paura dell'uomo..tu non hai paura dei vermi> - una bella sceneggiatura per un bel film. La scrivo a memoria perchè non riesco più a ricordare di quando ho vinto la paura del buio con parole mie: il libro mia ha rubato le frasi. - così aveva deciso il Teschio.
Scritto da: sizan - http://www.spritz.it/blog/sizan - in data 29-04-2007
Le cose sono di chi le trova per primo
è uno dei miei film preferiti. Ma prima viene il libro e poi il film. Ora sto leggendo il libro e la mia immaginazione è bloccata dalle immagini del film. Leggo e vedo campi gialli, vedo un buco nero...eppure se fisso la copertina è bianca. E io non ho altri colori: o li ho persi o me li hanno rubati. Visto che il cinema mi ha rubato i colori, dirò di quello che mi ha lasciato il libro: hanno paura dell'uomo..tu non hai paura dei vermi> - una bella sceneggiatura per un bel film. La scrivo a memoria perchè non riesco più a ricordare di quando ho vinto la paura del buio con parole mie: il libro mia ha rubato le frasi. - così aveva deciso il Teschio.
Scritto da: sizan - http://www.spritz.it/blog/sizan - in data 29-04-2007
Le cose sono di chi le trova per primo
è uno dei miei film preferiti. Ma prima viene il libro e poi il film. Ora sto leggendo il libro e la mia immaginazione è bloccata dalle immagini del film. Leggo e vedo campi gialli, vedo un buco nero...eppure se fisso la copertina è bianca. E io non ho altri colori: o li ho persi o me li hanno rubati. Visto che il cinema mi ha rubato i colori, dirò di quello che mi ha lasciato il libro: hanno paura dell'uomo..tu non hai paura dei vermi> - una bella sceneggiatura per un bel film. La scrivo a memoria perchè non riesco più a ricordare di quando ho vinto la paura del buio con parole mie: il libro mia ha rubato le frasi. - così aveva deciso il Teschio.
Scritto da: sizan - http://www.spritz.it/blog/sizan - in data 29-04-2007
Il giro dei blog in ottanta click
Può sembrare curioso ma davvero Jules Verne era nato a Nantes l'8 febbraio 1828 E questo che c’entra direte voi? Un momento. D'ora in poi viaggerò solo con la fantasia aveva detto l'undicenne Jules Verne e telegrafò a suo padre questo messaggio che l’invenzione del telegrafo fu completata giusto l’8 gennaio 1838. Può sembrare impossibile ma da allora niente è cambiato. Capita lo stesso oggi coi Blog. C’è chi tiene in pubblico un diario e chi in privato il pubblico lo tiene. Dicono che è tempo perso ma invece è tutto ritrovato. Cliccando sul tasto sinistro del mouse come una o due volte si faceva per selezionare come punto e linea del codice morse i segni che contraddistinguono i caratteri si cammina anche noi verso est recuperando in fine un giorno della nostra già perduta vita.
Scritto da: marcosoriano - http://marcosoriano.splinder.com - in data 29-04-2007
ARRIVEDERCI PICCOLE DONNE (MARCELA SERRANO)
Quattro cugine vengono travolte da un’ondata di ricordi e nostalgia verso quello che è stato il loro passato, la loro fanciullezza e adolescenza, unici momenti sicuri della loro esistenza. Insieme a loro sento terminare la felicità, quando si toccano i confini del mondo,quando i segreti degli adulti vengono allo scoperto,quando la quotidianità ruba il posto alla fantasia, quando penso che qualsiasi futuro sarà peggiore di un passato che non tornerà più. Ma i sogni svaniscono all'alba e il mio presente si risolve in bilanci esistenziali,in dolci revival frammisti ad un'incolmabile amarezza, in crisi e rancori covati, in verità nascoste mai svelate. E nell'intimo un senso di solitudine e di perdita irreversibile di qualcosa di dolce, di qualcosa di amato...
Scritto da: angela79 - http://angelacostanzo1979.spaces.live.com - in data 06-04-2007
Margherita Dolcevita
Leggo: Stefano Benni. Beh, diamine, è una garanzia! Sono in libreria, la solita Vedo una copertina azzurrissima, arancionissima, verdissima.(DeMauro mi perdoni) Torno a casa e non aspetto altro, comincio a leggere e trovo : Mi chiamo Margherita.Peso meno in mutande che vestita. E' lei,è me,è chi so io Margherita e la bamibina di polvere,che vive più di quel che attorno si muove Margherita è la malinconia di quel che abbiamo lasciato e che non volevamo E' la polvere vera che non ti abbandona. E' l'odore, è il colore, E'il sapore di quel che il mondo rifiuta per cullarsi nella crudeltà. E' l'impazienza di esserci. E' quel che manca. E' la sottrazione del dolore. E'. Non c'è altro modo. Margherita Dolcevita: è.
Scritto da: Rossana - http://cornicivuote.splinder.com/ - in data 30-03-2007
L'amico ritrovato
Un brivido. Lacrime ricacciate e riaffacciate, urgenti, pressanti, presenti dopo aver letto l’ultima pagina de’ “L’amico ritrovato”. Una lettura veloce, avida. Un alternarsi di pagine “normali”, quasi banali, ad altre intense. Una lettura “amica” in cui ho ritrovato anche la mia prima esperienza d’amicizia. La visione reverenziale dell’amico e della sua famiglia, l’azzeramento delle distanze, l’affinità dei sentimenti, la lettera che annuncia l’inizio della fine, la distanza progressiva fra le idee dell’uno e quelle dell’altro. E fino all’ultima riga ho cercato il perché di quel titolo.“Giustiziato”, e ho vissuto quegli anni di solitudine e di delusione di Uhlman, lontano da tutto e dall’unico amico, “ritrovato” solo con uno sguardo fuggevole che lo scorge in un elenco di morti.
Scritto da: AngelaFerilli - http://www.diariodiunascrittrice.splinder.com - in data 21-03-2007
Delitto e Castigo
Rivoglio la mia dignità ferita.Quelle due certezze che stringevo tra i pugni come granelli di sabbia.Rivoglio delle prospettive,rivoglio una madre orgogliosa di me.Rivoglio fiducia,come quando ti difendevo,lottando per i tuoi occhi chiari Non dormo:la febbre mi sta mangiando dentro,non vedo soluzioni,vedo solo la fine Quel finale orrendo di sofferenza e umiliazione,che,forse,porterà alla catarsi. Passare l'inferno,per tornare a sperare guardando un paio di occhi chiari.Dopo. L'inferno adesso,Raskolnikov,proprio come te.Senza delitto un castigo immeritato Sperando che sia vicino il momento in cui l'anima sarà placata,e potrò sperare in un futuro migliore, di luce e occhi limpidi. Insieme a te, Raskolnikov adorato.
Scritto da: Rainbowsparks - http://variaedeventuale.blogspot.com - in data 18-03-2007
L'Agnese va a morire
Pedala, Agnese. Non ti curare del freddo, della fatica, della tua età. I partigiani hanno bisogno di te per mangiare. Dipendono da te. Lo sai che stai per andare a morire, eppure sei contenta. Ti rendi conto che sei importante. Anche tu, come gli uomini. Lo sai che stai per andare a morire, ma lo dici tu stessa: i compagni vivi o morti sono sempre compagni. I vivi racconteranno la tua storia, quella che io ora racconto ai ragazzini delle medie.
Scritto da: laylee - http://lastanzaviola.splinder.com - in data 11-03-2007
La Ballata di Miss Fortune - Wesley Stace
Libro ricco di personaggi ritratti con pennello abile e attento. La profondità rapisce il lettore, l’intimità coinvolge. L’intreccio incolla il libro alle mani 1820: Lord Geoffrey Loveall, ricchissimo erede di una importante casata inglese, trova un neonato abbandonato in una discarica tra le fauci di un cane. Decide di adottarlo e lo chiama Dolores, come l’adorata sorellina persa tanti anni prima. Lady Dolores-Rose sarà l’erede della fortuna dei Loveall, almeno fino all’ all’adolescenza, quando si scopre che Rose non è mai stata una bambina, ma un maschietto travestito. Arrivano così avidissimi parenti che prendono possesso della tenuta di Love Hall, costringendo Rose alla fuga e al viaggio che porterà Miss Fortune a capire chi è, lui/lei ,e a trovare il suo posto nel mondo.
Scritto da: Sassanelli A./lagradisca - http://lagradisca.splinder.com/ - in data 06-03-2007
Il Gabbiano Jonathan Livingston
Libertà, Libertà, Libertà, la senti scorrere dentro di te, non puoi reprimerla. Sensazione indescrivibile, calda, aspirazione grandissima di ogni uomo. Non riusciremo mai a fare a meno dell'ossigeno, non riusciremo mai a fare a meno di amare, così come non riusciremo mai a fare a meno della libertà. Libertà, Libertà, Libertà, se la trovi non lasciarla, se la trovi custodiscila, se la trovi amala. Cercala e aspira ad essa e raggiungerai la tua completezza. Senza la libertà perderemmo la nostra dignità, senza la libertà non saremmo più capaci di distinguere il bene dal male. Infatti se fossimo sottomessi e non avessimo possibilità di scelta, come impareremmo a distinguere? Custodiamo questo bene prezioso e ringraziamo infinitamente chi ce lo ha donato.
Scritto da: Ale - Anco Marzio, V C - in data 27-02-2007
Tutti i nomi - Josè Saramago - Einaudi
Nellla solitduine Josè, unico uomo con nome dentro un mondo di ruoli, pose, autorità, anonimati, vive la sua vita scivolando radente ai muri, testa china, ogni tanto un sussulto quando il lampadario gli rivolge la parola, quando il capo dell'Anagrafe Centrale si fa tonante. Per caso Josè, che colleziona ritagli di giornali di personaggi famosi (unica sua passione impaurita) si ritrova tra le mani un cartoncino con i dati di una donna. No famosa. Anonima ma non più, perchè il destino l'ha voluta consegnare alla ricerca febbrile di Josè, ora tenero innamorato di un nome, di un volto immaginato. Josè cerca, improvvisato detective imbarazzato, incontrando esseri di un'umanità speciale, Lei che è come lui. Lui lo sente. Arriverà alla fine, troverà se stesso. E lei?
Scritto da: Vitoferro - http://vitoferro.splinder.com - in data 26-02-2007
Tutti i libri che ho amato
questione di affinità ! è il tuo sguardo a catturare la sua essenza già dal titolo ti accorgi che lo stavi cercando compagno delle tue serate solitarie ti attende : tra mille lo riconosci, lo tocchi, lo annusi non è un caso : prima ti incuriosisce, poi ti avvince, il tuo vissuto s'intreccia con la narrazione, le tue emozioni si confondono con le sue parole, con le sue frasi e la tua anima si appaga di pienezza questione di affinità quando tra le righe trovi l'emozione che stavi cercando
Scritto da: Pat - Giurisprudenza-Scienze dell'Amministarzione- Unitelma- Roma - in data 03-02-2007
Veronika decide di morire
Ah, se tutti potessero conoscere la propria follia interiore e convivere con essa! Le persone sarebbero più giuste e più felici. Tutti siamo Veronika e non tutti abbiamo la forza di andare avanti. Per vivere veramente la nostra vita occorre mantenersi folli, e comportarsicome persone normali. La sofferenza interiore che ognuno di noi si porta dentro spesso non trapela all'esterno, non tutti sono in grado di guardare attraverso gli occhi di un'altra persona e capire l'amarezza e la voglia di non vivere che c'è... basterebbe molto poco, talvolta un semplice sguardo capace di vedere oltre il tuo viso, uno sguardo nell'anima. Ci vuole poco per perdere una persona senza neanche avergli fatto capire quanto importante fosse per noi! Facciamolo prima!
Scritto da: Enrico - UNIFI - Scienze Infermieristiche ed Ostetriche (SNT_SPEC1) - in data 26-01-2007
Narciso e Boccadoro
Due percorsi. Due vite, due schiavitù. Regole monastiche e piacere sfrenato. Vivere l'adolescenza sperando di essere Boccadoro e accorgersi di essere fermi sulla soglia di un monastero ad aspettare che la vita trascorra tra inclinazioni ascetiche ed inettitudine alla vita. Scoprirsi Narciso ed agoniare l'avventura, immaginarla, costruirla con perfette figure di pensiero. Lasciar allontanare l'amico, l'innamorato per paura di rinchiuderlo in filosofiche ragnatele; lasciargli assaporare la vita con la speranza che sazio d'esperienza torni a condividere l'iperuranio. Accoglierlo stanco dal suo viaggio e accorgersi che nulla è cambiato nel reciproco sentire. Vivere due percorsi, due vite, due schiavitù ed essere sempre una persona sola.
Scritto da: Marta - Scienze della Comunicazione Sociale,Istituzionale Politica - in data 11-01-2007
Profumo di Jitterbug
Un'autentica folgorazione per il viaggio, mentale e fisico, e per tutto ciò che ruota attorno ai sensi, olfatto in primis. Le priorità cambiano, si modificano le percezioni e corri per strada, aprendo le narici al massimo per inalare la maggior quantità di profumi che il mondo mette a disposizione. Gli occhi si fanno più arguti, le orecchie attente e le dita delicate. Tutti i sensi si esaltano, l'obiettivo dell'immortalità non è più così utopico. Lo sviluppo della sensorialità alla massima potenza diventa la cosa più importante nella vita. Il sesso si percepisce in tutt'altra maniera, costantemente estatica. Non puoi fare a meno di partire immediatamente per un luogo conosciuto ed apprezzarlo finalmente in ogni suo minimo dettaglio.
Scritto da: Lucash - http://suasquisitezza.splinder.com - in data 11-01-2007
Che tu sia per me un coltello
Leggi il titolo di un libro e d'improvviso ne fai parte.Ti stava aspettando. Poi inizi a gustarlo e ti entra nelle viscere.Ti smarrisci e ti ritrovi continuament come in quegli amori inspiegabili. Le parole si fanno carne, si fanno carezze si fanno stimolo,sono coltello che lacerano la carne.Mi appartengono.Il corpo si fa parola, e la parola corpo senza mai cedere alla seduzione della realtà. Impudico per l'estremo pudore mi ha riportato all'amore e a ciò che c'era di inatteso.,L'amore come rivelazione di sè , una ricchezza che nessuna realtà potrà mai sciupare se si è vissuta veramente. Un libro che è stato risposta a domande taciute.Se non avessi avuto un amore così forse lo avrei creato grazie a quelle pagine.
Scritto da: Nuccina - http://nuccinaa.spaces.live.com - in data 10-01-2007
Tangerine
A volte la tara genetica del poter sognare produce desideri così immensi e grandiosi che basterebbero a dieci persone. Nessuna cattiveria in queste creature che desiderano troppo, mutevoli, incostanti, ma con gli occhi spalancati verso un futuro volante, eterne distratte dal presente opprimente, asfissiante, logorante, frugano nel cervello come il bravo prestigiatore e con uno strappo secco al nodo ti sfuggono proprio mentre stai pensando : Lo ho in pugno.
Scritto da: whois - http://www.latteversato.splinder.com - in data 08-01-2007
Eureka Street
Camminiamo nella notte di Belfast, io e Willy. Lui e' ubriaco e disperato per una donna che non sono io. Il freddo e la pioggia non mi impediscono di sentirmi un tutt'uno con questa città: mi entra nel cuore per il suo passato doloroso e violento, che pure non ha impedito ai suoi cittadini di continuare ad amarla. Io e Willy potremmo essere altri due personaggi di Eureka Street. La nostra è solo una delle tante storie che animano la notte di Belfast. Migliaia di storie. A volte s'intrecciano, a volte si sfiorano, a volte non si conosceranno mai. Nessuno può sceglierne l'incipit, e nemmeno il finale, ma possiamo scegliere tutto ciò che sta nel mezzo. Willy mi chiede aiuto, rimango qui. Decido di vivere l'unico tempo possibile, il presente.
Scritto da: laylee - http://lastanzaviola.splinder.com - in data 28-12-2006
Dianablu - Dileo Boosta Davide
La chiara sensazione dell'irrealtà. Ci sei, è vero, ma è altrettanto vero che non ci sei. Cosi come le strorie e i personaggi che vivono nella tua testa. E tu devi combattere. Per difendere il bene, per distruggere il male. E mentre decidi, a farti compagnia c'è un pacchetto di Dianablu, con il suo pacchetto morbido. Dianablu è un colore. Se il nero avesse più sfumature, e non fosse cosi impenetrabile e frontale, quel colore sarebbe il Dianablu. Perchè niente è come sembra. Ciò che oggi amiamo, non è detto che domani non diventi ciò da cui dobbiamo difenderci. Ciò che forse dovremmo uccidere. Perchè per amare, a volte, è necessario riuscire a portarsi dietro una lunga scia di sangue.
Scritto da: Lunaperte - http://briciola1983.spaces.live.com/ - in data 17-12-2006
Oceano mare
E' il mare sulla sabbia e adoro osservarlo mentre le sue onde regalano disegni cangianti. Sempre diversi ma splendidamente intrisi della sua anima . Così,ora, preferisco il mare alla terra troppo ferma. Non puoi mai sapere cosa le onde hanno in serbo per te, e soprattutto non potrai mai sapere dove iniziano e dove si trova il loro cuore pulsante, ma vuoi mettere l'emozione che scaturisce quando ti portano in superficie e di colpo,quando hai gli occhi chiusi ti ingoiano?Così, tolta la benda,capisci che vivi.E la paura del mare svanisce. Non è vero che di notte cancella.Sapessi quante cose gli sto regalando, al mare, sapessi la mia gioia quando al buio ammiro il fondale e le vedo.E le sento mie,a volte distorte,a volte impetuosamente impregnate del mio desiderio. Di te.
Scritto da: Jangina - http://autunnoimmortale.splinder.com - in data 17-12-2006
La torre di Babele, Storie ( e paure) di un reporter di guerra - Pino Scaccia
E’stato come se il mondo, pensato sempre dal mio limitato punto di osservazione, avesse aperto le sue porte per concedermi un posto in prima fila. Non per assistere passiva ma per trascinarmi via con sè. Per colpirmi sin nel profondo. E questo perché chi scrive ha la rara e preziosa capacità di saper raccontare. È difficile scrivere di Iraq, Afghanistan, Africa, senza scadere nel bollettino di guerra, nel freddo resoconto di una dotta ma inespressiva analisi. Occorre avere uno slancio particolare, un'attitudine all'incontro, all'ascolto, un interesse appassionato per l'altro, avere voglia di comprenderlo, senza superbia, bisogna scendere nell'inferno mescolandosi con chi vive fra le fiamme. Serve un'anima. In questo libro l’ho trovata, emozionandomi.
Scritto da: Mericonci - http://www.meriproibita.splinder.com - in data 13-12-2006
Neve - Maxence Fermine
La neve in punta di piedi, lasciva, perfetta. Guardarla dormire sulle cime degli alberi, dirottare di un poco lo sguardo e scoprire la città macchiata dal cristallo, le sue giostre intrappolate nel silenzio, la quiete che porta in dono la bellezza. Il respiro impercettibile di un altrove come rubato al peso dell'aria. Equilibrismo fragile di un fiocco che si schianta lentissimo nel dedalo del cuore.
Scritto da: Matilde Zacchigna - http://www.lunadirimmel.it/blog - in data 13-12-2006
I dolori del giovane Werther - Goethe -
... io non so se sia giorno o notte, e tutto il mondo mi scompare d'intorno. Illuminata da queste parole mi sono domandata: dunque sono così malata se lo amo assolutamente e perdutamente? Se non v'è altro pensiero ad occupare la mia mente? E quanto sarà grande il mio dolore se lui mi negherà il suo cuore?
Scritto da: Stufa - http://stufa.splinder.com - in data 13-12-2006
Siddharta
L'ho letto due volte, la seconda perché avevo un grandioso dubbio da sciogliere. Siddharta è un capolavoro della letteratura di sempre, o semplicemente un volumetto fatto di frasette ad effetto sulla vita, neanche tanto originali?! Dopo la seconda lettura il dubbio è rimasto, e pensare di leggerlo ancora m'è parso inutile a chiarirlo. Poi ho conosciuto te. Ci siamo sfiorati appena. Non c'è concesso di più. Aspetti di partire, vorresti farlo con me. Hai una triste etichetta incollata sulla fronte, che nessuno si sforza di non leggere. Non vuoi giustificazioni per i troppi errori del tuo terribile passato, solo un po' di comprensione. Dobbiamo dimenticarci. Qual è il libro che potrà ricordarmi te? Siddharta, mi rispondi. Ora ne sono certo. Siddharta è IL CAPOLAVORO.
Scritto da: Matteo Grimaldi - www.speakers.diablogando.it/main.php?blogid=2380 - in data 13-12-2006
Siddharta
L'ho letto due volte, la seconda perché avevo un grandioso dubbio da sciogliere. Siddharta è un capolavoro della letteratura di sempre, o semplicemente un volumetto fatto di frasette ad effetto sulla vita, neanche tanto originali?! Dopo la seconda lettura il dubbio è rimasto, e pensare di leggerlo ancora m'è parso inutile a chiarirlo. Poi ho conosciuto te. Ci siamo sfiorati appena. Non c'è concesso di più. Aspetti di partite, vorresti farlo con me. Hai una triste etichetta incollata sulla fronte, che nessuno si sforza di non leggere. Non vuoi giustificazioni per i troppi errori del tuo terribile passato, solo un po' di comprensione. Dobbiamo dimenticarci. Qual è il libro che potrà ricordarmi te? Siddharta, mi rispondi. Ora ne sono certo. Siddharta è IL CAPOLAVORO.
Scritto da: Matteo Grimaldi - www.speakers.diablogando.it/main.php?blogid=2380 - in data 13-12-2006
Link di ALBERT-BARABASI - il Web da un particolare punto di vista scientifico
La Rete è un nuovo brodo primordiale in cui si sviluppano micro organismi virtuali, fatti di relazioni umane. I blog veicolano pensieri, informazioni che vogliono vivere, diffondersi. Per farlo devono cercare,trovare, linkare altre informazioni, altri loro simili. Una pagina internet porta nel proprio codice un pensiero umano, un'idea che nell'inteccio del web si sviluppa nel rapporto con altre idee. Affascina comprendere i link e le loro tante analogie con gli esseri viventi. Google e il suo valore in borsa sono un monolitico esempio di come poi le reti ad invarianza di scala risgorghino in concreto nel mondo reale. Il concetto di WEB sta andando certamente oltre il banale intreccio di cavi.
Scritto da: Ax Artico - http://blog.axartico.it/ - in data 12-12-2006
Veronika decide di morire
Leggere un libro non ha provocato mai così tanto turbamento nei miei pensieri a tal punto da riporre questo nel cassetto con l'angoscia che leggendo ancor di più tra le righe possa lentamente svelarsi quella parte di me che tengo celata: la vera Giuditta che non vuole venir fuori perchè ha paura di essere quella che ha sempre cercato di non essere....Non è stato facile completare la lettura di questo libro,poichè tant'erano le pagine che scorrevano e tanto più ho permesso a me stessa di cercare nel fondo della mia anima quello che è il Vero IO, e non quello che hanno fatto di me!... Sii come la fonte che trabocca, e non come la cisterna che contiene sempre la stessa acqua!
Scritto da: Giuditta - ITC Lucio Lombardo Radice,Roma,IVBL - in data 09-12-2006
Rivoglio la mia vita
Ho finito da poco la lettura di questo libro. Sono ancora sconvolta. Ho sempre amato la figura di Silvana Mangano ricordandola soprattutto per i film di Pasolini o per quelli di Visconti in cui la vedevo come la Donna icona per eccellenza, la Donna musa, la Donna eterea,immagine dell'anima della Donna per tutte le Donne. Quando ho visto che la primogenita di Silvana Mangano e di Dino De Laurentiis (il produttore) ha scritto questo libro, mi sono precipitata a comprarlo. E' un grido d'accusa. E' la biografia di Veronica, di una vita violata in moltissime manifenifestazioni. E' un libro forte, che può far male ma è anche un libro che fa bene quando pensiamo di non essere nati nella pancia giusta. E, come si dice dalle mie parti: non è tutto oro quello che luccica.
Scritto da: DolceA0 - http://blog.libero.it/CineMiAmo/view.ph - in data 09-12-2006
Poesie di Pablo Neruda
La vita!! Che cos'è? Gioia, dolore, sconfitta, incontri, scontri, amore, amicizia. E io sono dentro alla vita che mi avvolge e mi riavvolge. Tutto è vita, calda e piena, nello scorrere e nel fluire dei giorni. Incerti, lenti, spesso lucidi e razionali, il più delle volte passionali, intensi, veri. E tutto va. I fili della vita si attorcigliano e si sciolgono, si intrecciano e si ricamano l'uno sull'altro. E la vita va affrontata. Non con Non con superficialità ma con leggerezza, come continua scoperta. E io sono l'alba e il tramonto, la sera e la notte, l'oasi e il deserto.... Perchè IO SONO. Io sono....Io amo.....Io vivo E la vita è sempre e comunque meravigliosa!
Scritto da: ilavi - http://www.stanzadidora.splinder.com - in data 08-12-2006
Lezioni americane-(La rapidità) di Italo Calvino
La rapidità domina la nostra vita. Bisogna far presto è ormai il motto che governa i nostri giorni. Logoriamo la vita nel vortice degli impegni, nella fretta, nel desiderio di stordirci e dimenticarci, nello spreco di noi stessi. Siamo, in genere, trascinati dagli eventi, difficilmente capaci di fermarci a riflettere, a pensare, per ritrovare la tranquillità dell'animo nella gestione della vita quotidiana.Ci si sente costretti dal mondo che ci circonda ad essere veloci perché ormai la lentezza sembra un modo di essere del passato. Non sarebbe meglio accogliere il motto latino Festina lente Afferttati piano? Aveva ragione Nietzsche quando diceva che Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante?
Scritto da: ilavi - http://www,stanzadidora.splinder.com - in data 08-12-2006
Gomorra. di Roberto Saviano
Napoli è una città come tante altre, con i problemi e i pregi di altre città del sud e del nord. Napoli in più paga lo scotto di anni, di millenni, di violenza, di sopraffazione, e di conquista, spogli e ruberie, di connivenza tra potere politico e malaffare. Napoli non è solo la città oleografata delle cartoline con Mergellina e il Vesuvio. Napoli è una città dove si lavora, si soffre si vive con l'orgoglio di essere napoletani e si vive con la pena di vedere questa città, una volta capitale, sbattuta in prima pagina per fatti negativi ma ma trascurata pe tanti altri eventi storici e culturali di rilievo. E' finita da un pezzo, non tutti se ne sono accorti, la Napoli cartolina, la Napoli di Eduardo o di Totò. Scritto con tutta la fierezza di essere NAPOLETANA
Scritto da: ilavi - http://www.stanzadidora.splinder.com - in data 08-12-2006
L'arte di essere felici...
L'arte di essere felici...Esiste qualcuno che può insegnarci ad essere felici? Forse,giusto Schopenauer ha avuto la pretesa di farlo...Ma non solo lui...In un modo o nell'altro ognuno di noi lo fa...Peccato che lui abbia già risolto il problema,dal momento che la soluzione ce l'ha già data...La condizione di fondo del nostro vivere è quella del dolore...E a questo dolore ci torniamo sempre, inevitabilmente...Possibile?Sì credo proprio che abbia ragione,anzi mi ha letteralmente illuminato...La vita è assenza,è mancanza,è ricerca,..Ricerca di quell'estremo,l'altra faccia della medaglia...Esiste?Chi lo sa...Questo l'amico filosofo non me l'ha ancora suggerito...Chissà se prima o poi arriverà anche lì un'illuminazione...E voi lo sapete?Lo scopriremo solo vivendo...
Scritto da: Ale... - http://alealecalda.spaces.live.com - in data 07-12-2006
ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
Non pensavo che sarebbe successo proprio a noi...non credevo, non volevo. E' straziante vedere come un sogno non possa realizzarsi solo per l'orgoglio e il pregiudizio . Io dico basta! non stiamo in Orgoglio e Pregiudizio. Io non sono Lizzy. Tu non sei darcy. Stiamo tutti nella stessa condizione. Tutti con un telefono vicino che già vuol dire aspettare. Tutto per colpa di questo maledetto orgoglio. Nessuno che voglia chiedere scusa per primo. Poi ci si mette anche il pregiudizio..scusa se non siamo tutti uguali , se il mondo è bello perchè è vario! mi vorresti come non sarò mai. Ed eccoci a vivere nel nostro piccolo Orgoglio e Pregiudizio. Lo vogliamo finire questo libro? Chiudiamo l'ultima pagina? la vita non è un libro, ma qualcosa di più.
Scritto da: ValyflySmith...TheCure! - http://valyfly.spaces.live.com/blog/Istituto Santa Maria degli Angeli - in data 06-12-2006
ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
Non pensavo che sarebbe successo proprio a noi...non credevo, non volevo. E' straziante vedere come un sogno non possa realizzarsi solo per l'orgoglio e il pregiudizio . Io dico basta! non stiamo in Orgoglio e Pregiudizio. Io non sono Lizzy. Tu non sei darcy. Stiamo tutti nella stessa condizione. Tutti con un telefono vicino che già vuol dire aspettare. Tutto per colpa di questo maledetto orgoglio. Nessuno che voglia chiedere scusa per primo. Poi ci si mette anche il pregiudizio..scusa se non siamo tutti uguali , se il mondo è bello perchè è vario! mi vorresti come non sarò mai. Ed eccoci a vivere nel nostro piccolo Orgoglio e Pregiudizio. Lo vogliamo finire questo libro? Chiudiamo l'ultima pagina? la vita non è un libro, ma qualcosa di più.
Scritto da: ValyflySmith... - http://www.piublog.it/scheda.htmlIstituto Santa Maria degli Angeli - in data 06-12-2006
Ma le stelle quante sono?
Ogni giorno,ogni attimo della nostra vita,è solo,unico nel suo genere... Proprio quando credi che quella giornata sarà come tutte le altre,è proprio il giorno che cambierà il percorso del destino...L'amore serve a questo,a fare questi scherzi,queste sorprese...Rendendo tutto più dolce,più unico, spettacolare...Ma se qualcuno riesce a strappare via la tua linfa vitale,non ci puoi fare più niente...Le stelle quante sono?Prima lo sapevo,adesso non più... Quando eri qui,vicino a me,riuscivo a contarle,sapevo che qualcuno mi avrebbe aiutato a contarle,o le avrebbe contate pensando a me...Invece adesso c'è solo il ricordo,e quel ricordo...beh non basta più per aiutare il mio cuore,non serve più se tu non ci sei...E adesso...Le stelle sono troppe per me...
Scritto da: Alecalda - http://alealecalda.spaces.live.com - in data 06-12-2006
Ricordi sogni riflessioni
La serenità di un uomo al tramonto della vita... temi inimmaginabili narrati come una storiella... ricca, ricchissima come solo il profondo dell'animo umano può offrire... il fallo visto come simbolo del numinoso, lo stupore è inevitabile... esplorai la mia anima con un telescopio... e ciò che vidi di apparentemente irregolare... dimostrai essere meraviglie di costellazioni... ed aggiunsi mondi e mondi e mondi nuovi... alla sfera della mia coscienza... il profondo della psiche...come non rimanerne stupefatti???
Scritto da: Marcellofilonide - http://www.filonidetaranto.it - in data 03-12-2006
Ragazzi di vita
Attraverso la descrizione della realtà nuda e cruda delle periferie romane, l'autore Pier Paolo Pasolini vuole accendere nella mente dei lettori una scintilla che deve provocare un rifiuto nei confronti della società, la quale tende a discriminare la vita della gente povera situata nelle periferie, invisibile al giudizio dello stato. Leggendo il romanzo sono coinvolti tutti i sensi: si assapora l'esistenza dei ragazzi di vita resa più che mai reale grazie al loro dialetto volgare, si sentono le grida della gente e il silenzio nelle case isolate, si annusano i cattivi odori del fiume inquinato e infine ci si immerge,quasi fisicamente, nel caldo torrido di un'estate romana senza fine.
Scritto da: Tommaso - http://tommasovecchia.spaces.live.com - in data 29-11-2006
'La circolazione del sangue' di Tiziano Sclavi
L'inizio di questo libro fa pensare al classico giallo in attesa di soluzione. Il racconto di un uomo fantasma che vaga alla ricerca dei suoi assassini diventa il pretesto per mettere in scena un'allucinato flusso di coscienza, in cui rivivere ciclicamente oscuri ricordi colmi di sofferenza. Sclavi, già autore del fumetto cult Dylan Dog, descrive con precisione scientifica le proprie allucinazioni, il dramma di una vita. Un romanzo che è assieme voglia di comprendersi e desiderio di annullarsi. I fili narrativi si disfanno e ricompongono in un gioco incessante. Leggerlo mi ha acceso una piccola stella dentro il cervello. Da allora anch'io non sono riuscito più a smettere di scrivere e raccontare i graffi notturni alla ricerca di me stesso.
Scritto da: Fiocotram - http://www.fiocotram.splinder.com - in data 29-11-2006
IL PIACERE
Esalazioni di profumi lontani,di fiori freschi nei vasi,di rose folte,eleganti coppe di cristallo sottili in cui vi si specchiano larghi steli dorati l'ardere d'un legno di ginepro che scalda cuori,anime e corpi gentili d'amanti. Versi spesi per l'Ideale che non ha tramonti,per la Bellezza che non sa dolori risoluzione della vita nell'arte per il Poema che è essenza del Piacere totale antiche eleganze,amorose offerte,un anno che muore assai dolcemente e due amori. Un ricordo ancor vero e un nobile esteta cultore del bello e dell'amore sincero Roma del 25 marzo 1885,l'orologio di Trinità de'Monti,un tepore velato,aureo l'ansia dell'aspettazione e nella stanza del commiato una special cura d'amore. Eran le cinque meno un quarto e un passo leggiadro di donna si udì risonare.
Scritto da: Consuelo Quattrocchi - Scienze Politiche e Rel .Internazionali,Roma La Sapienza - in data 27-11-2006
la storia spezzata
Chi con il SILENZIO vuole far capire all'altro, cose che vivono solo nella sua mente, ottiene dentro di se un risultato, che è l'opposto del silenzio : il RUMORE, che tormenta il suo umore e lascia il destinatario nel silenzio perchè non riesce a trovare una spiegazione al comportamento senza ragione. Si resta ognuno col proprio io a pensare, quando sarebbe meglio parlare,parlare Ritrovarsi non è facile, perchè le pause createsi, sono una via di mezzo e queste vie si devono amare in due, per essere vissute silenziose o rumorose affinchè non chiudano il racconto di una storia chiamata AMORE che porta alla felicità due persone che con il SILENZIO e con il RUMORE hanno conquistato e realizzato il loro sogno d'amore.
Scritto da: doppiaelle - http://doppialle@caltanet.it - in data 24-11-2006
Escursione a “Wuthering Heights”
Era la primavera dei miei anni più bui quando venni a conoscenza della tenuta degli Earnshaw, situata alla sommità di un colle. Sotto, la brughiera spazzata dal vento del nord. Le sensazioni di quegli anni erano macchie d’inchiostro che andavano oscurando il sole della fanciullezza. E mi accartocciavo in altra oscurità. La pagine della Brontë mi rapirono tra spire di un dolore ignoto, come una discesa agli inferni. Conoscevo poco l'amore, ma mi sembrò di viverlo con la stessa passione di Catherine e Heathcliff: una tempesta che annichilisce. In quel vortice, anche la mia mente sussurrava: “Egli è sempre, come nella mia mente: non come gioia, come io sono una gioia per me stessa, ma come il mio stesso essere”. E compresi che la Passione può essere Meraviglia e Tragedia.
Scritto da: Etain - http://etain.splinder.com/ - in data 23-11-2006
Werner Herzog - Sentieri nel ghiaccio - Guanda
L'amica ammalata a Parigi. E' grave. Nell'autunno inoltrato la notizia trafigge W. Herzog a Monaco di Baviera che decide immediatamente di raggiungerla. Una sorta di voto laico per chiederne la guarigione. Tra le due città solitudine e cieli plumbei. Un viaggio a piedi, fatica e sofferenza come dono sacrificale, un pretesto per ritrovare sè stessi. Perditi/ritrovati. In un mondo che corre sempre più veloce e inaridisce i rapporti tra le persone un libro come questo ap re squarci di possibilità. Paradossalmente la solitudine dell'autore conferisce qualità a tutto ciò che lo circonda, cose o persone che siano. Prendere distanz a per dare vicinanza. Un libro che si può leggere come una storia zen, rimedio contro l'afasia della vita moderna.
Scritto da: ginoxidable - http://ginoxidable.splinder.com - in data 21-11-2006
una notte d'inverno un viaggiatore
Un uomo che non conosco doveva incontrarmi alla stazione, mi aveva dato istruzioni precise, avrei dovuto scrivere su un cartello dieci righe di ottanta caratteri per un totale di ottocento, spazi inclusi, ma come si fa a scrivere dieci righe di ottanta caratteri per un totale di ottocento? Non bastava disegnare una freccia a indicarmi, oppure scrivere sono l’uomo che non conosce? Pare di essere tornati all’asilo quando ci danno uno di quei giochi a incastro: cerchio nel cerchio, quadrato nel quadrato. È come ficcarsi in fretta dentro un abito e recarsi a un appuntamento in una stazione gelata, si rischia sempre di lasciar fuori l’essenziale. Un uomo trovò questo foglio confuso di lettere e una freccia che indicava un viaggiatore fatto a pezzi sotto il treno. C’entrato!
Scritto da: marcosoriano - http://marcosoriano.splinder.com - in data 18-11-2006
Una, nessuna...
Guardami ora, mentre socchiudo gli occhi al suono della sveglia. Sono sempre io, ci crederesti? Sono quella che, stanotte, nell’estasi della piccola morte, chiamavi Angelo. E sarò quella che, tra mille anni, accudirà le tue vecchie, stanche ossa. Sarò quella che, domattina, nel giorno di festa, riempirà la casa dell’odore dolce del tuo caffè. Sarò quella, e sono tutte queste. Se adesso vai via, però, io sarò nessuna, lo so.
Scritto da: Titty Cerquetti - http://www.tittyna.net - in data 16-11-2006
La filosofia di Beppo
Un passo, un respiro, un colpo di scopa. E' così che Beppo Spazzino vive le sue giornate. La sua filosofia mi ha insegnato ad imparare a non arrendermi di fronte alle difficoltà, anche se sembrano insormontabili, anche se il percorso intrapreso mi sembra infinito. Un passo alla volta, con calma, senza aver paura di quello che mi aspetta, senza guardare indietro quanto ho già fatto o demoralizzarmi per quello ancora da fare. In questo modo Beppo aiuta Momo. E in questo modo aiuta me ogni giorno.
Scritto da: simichan - http://micia.splinder.com - in data 15-11-2006
Anna Frank ed il suo Diario
Quando per la prima volta ho letto Diario avevo non più di dieci anni. Ho letto e riletto quelle pagine per cercare di capire come si potesse vivere da fantasmi,con le finestre oscurate ed i movimenti proibiti fino a quando non scendeva la sera; come si potesse pranzare turandosi il naso con un fazzoletto imbevuto di profumo perchè la conserva di cavolo puzzava. Cercavo di immaginare come avrei vissuto io in circostanze simili e non ci sono ancora riuscita. Ancora più doloroso sapere che sarebbero bastate solo poche ore affinchè Anna si salvasse,solo poche ore dopo anni di sofferenza. Anna è morta di tifo a poche ore dall'arrivo degli alleati. La storia di Anna me la porto sempre dietro per essere una persona migliore!
Scritto da: Stanton - http://www.sottoilsoledimilano.splinder.com - in data 15-11-2006
Il vento negli occhi
Un litigio aveva concluso la nostra storia e iniziato la mia disperazione. Io che mi ero sempre mostrata dura e gelida e che invece lo amavo. Lui che si era sempre sentito poco importante per me. Non ero riuscita a dirgli nulla di più di un addio. Avevamo accettato, preferendo la solitudine, piuttosto che crederci ancora. Gli scrissi un biglietto e lo infilai sotto la porta, un attimo prima di fuggire. Avrei voluto imprimere tante cose su quel pezzo di carta, ma la paura blocca perfino il respiro. Scarabocchiai solo il titolo di un libro, Il piccolo Principe. Tre giorni dopo lo vidi arrivare, aveva il vento negli occhi. Scese dalla moto, mi sorrise. Aveva letto tutto d'un fiato e ora sapeva perché le rose hanno le spine, perciò mi abbracciò come si abbraccia l'amore.
Scritto da: Rosa Tiziana - http://www.rosatiziana.splinder.com - in data 14-11-2006
Ritorno alla collina dei conigli
Mi sveglio di nuovo nella collina dei conigli. E' ni-fritz, ed accanto a me ci sono gli altri miei compagni. E' stupendo. I miei sensi amplificati riescono a percepire adori fino ad ora a me preclusi, e tra questi svetta orgoglioso quello della libertà. Non è facile essere un coniglio, la vita è molto dura, ed ogni giorno per me può essere l'ultimo se non presto dovuta attenzione alle insidie che mi circondano, se non ascolto i miei sensi che mi parlano ... ma io non ho paura, ho i miei compagni con me e con loro sento che posso affrontare ogni avversità, ogni pericolo. Insieme possiamo affrontare ogni cosa. Ma poi mi fermo per un attimo, apro gli occhi, e sono solo un uomo. Un uomo, nella grigia e protetta società umana, e tutto è improvvisamente così triste.
Scritto da: OBY - http://oby81.spaces.live.com/ - in data 14-11-2006
Un succhiello, please
Non che abbia voglia di raccontarvi tutti i fatti miei, la storia del Lungo Addio e tutto il resto. Come ho conosciuto Terry Lennox l'ha già spiegato quel ficcanaso di Chandler e ci ha fatto pure grana. E poi non mi piace passare per sentimentale perchè invece non lo sono affatto, anche se non gli avrei certo messo una palla in testa al buon Terry, come nel film di Altman. Bravo quello! Il fatto è che con questi pennivendoli non dovresti mai dividere un bicchiere, che poi si inventano un bel po' di cose. E quando loro cominciano a scrivere, la vita non ti appartiene più, sei un personaggio pubblico, amico, un mito. Marlowe il grande Philip Marlowe. Un succhiello, please, metà gin, metà lime cordial e uno spruzzo di angostura. E magari la racconto anche a voi una storia.
Scritto da: Magosilvan - http://simsalabim.splinder.com/ - in data 13-11-2006
SILENZIO di F.BATTAGLIA mi ispira un pensiero GOCCIE DI INCHIOSTRO
Ciao,stamattina non piove ma ti mando le mie Goccie di inchiostro,sono goccie di parole che fanno bene a quel fiore che si chiama Romina e che in questi ultimi tempi si sono un pò pausate,ma molti sono i fattori che mi legano ,non solo il tempo che sembra scorre più veloce di prima quando sono in ufficio;poi ho sempre gente intorno che sbircia e questo non mi fà dire e fare quello che voglio o farlo come voglio.Tante sono le cose che sento e voglio sriverti e specialmente quelle che senza programmare mi escono spontanee in queste pause che oggi ho chiamato Goccie di inchiostro per bagnarti e alimentarti come tu e io amiamo, ma c'è da aspettare quindi aspettami e non annoiarti mai quando non trovi posta perchè dal silenzio è nata la prima Goccia di inchiostro per te.
Scritto da: Doppiaelle LL - http://DOPPIALLE@CALTANET.IT - in data 13-11-2006
Veronika decide di moririe
Un testo scritto è sempre preferibile ad una pagina bianca, ha scritto Piero Calamandrei. Lo disse a proposito della Costituzione italiana, ma questa frase a me fa pensare al senso che si può dare a questa breve striscia di emozioni, sensazioni, esperienze che è la nostra permanenza su questo piccolo punto dell' universo. In molti, troppi, la lasciano scorrere così, sprecando questo dono, facedosi scivolare addosso il tempo senza scrivere nemmeno una riga guardando per anni quella pagina bianca , illudendosi che un giorno ci troveranno scritto un bellissimo romanzo, come se ad altri spetti il compito di scriverlo. Forse, perché spesso ci scordiamo la semplice verità scritta nel libro di Coelho La consapevolezza della morte può darci la consapevolezza della vita
Scritto da: Comicomix - http://www.comicomix.com - in data 13-11-2006
Sono un vecchio libertino
No, non mi è possibile associare le mie emozioni di lettore a UN libro: perchè la sola idea di circoscrivere il campo a un solo libro mi sembra un tradimento nei confronti di tutti gli altri. Come se fossero dei vecchi amici - o forse - meglio - dei vecchi amori mai dimenticati. Ognuno di loro mi ha regalato emozioni diverse, tra le quali sarebbe impossibile e ingeneroso cercare di fare una graduatoria. Vecchi amori e vecchie emozioni: ho cominciato quando avevo tre anni (sì , sono stato un amante precoce) con le fiabe di Perrault -chi si ricorda il nome del padrone del gatto con gli stivali ? Io sì- ... e non ho ancora smesso. Sono un vecchio libertino, sempre in cerca di nuovi amori e di nuove e diverse emozioni.
Scritto da: stragatto - http://notturnodallitalia.splinder.com - in data 12-11-2006
Guida Galattica, un pensiero profondo
Mi trovavo a girovagare per una vecchia libreria, ricavata da un vecchio intrico di negozi contigui, di un vecchio caseggiato. Ad un tratto fui attratto da un piccolo libretto, un po' spiegazzato. Triste nella sua solitudine, in mezzo a tomi di ben altro spessore. Eppure... eppure quel romanzo a suo modo era un vero capolavoro. A dispetto del suo aspetto traboccava di un umorismo geniale, profondo, forse quasi sofisticato nel suo nonsense. Il senso della vita, dell'universo e di tutto il resto racchiuso in un unico libro. Un libro governato da un pensiero profondo e da improbabili autostoppisti di Pythoniana memoria. Cosa mi lasciò in eredità? Forse niente o forse mi spalancò gli occhi su di una verità incrollabile... niente panico!
Scritto da: Tiziano Caviglia - http://www.tiziano.caviglia.name/blog - in data 12-11-2006
Frank Solitario legge Kafka
Presi in mano i racconti di Kafka. Li posai: non ero pronto. Passarono cinque anni. Li trovai sul comodino. Dissi: ''Un po' di rispetto, ho detto che vi leggo e vi leggerò''. Avevo da fare cose importanti. In realtà avevo messo una scusa. Dopo due anni lessi i racconti di Kafka. Non li capii. Quel giorno mangiai un'ottima parmigiana di melanzane. Non mi sentii inadatto. Un giorno in fila alla posta pensai: ''Quel Franz Kinski ci sa fare''. Andai in libreria a cercare i libri di questo benedetto Klaus Kinski. Niente Oggi mi si chiede un post su qualche libro: e sono dieci righe con questa.
Scritto da: Frank Solitario - http://figliounico.splinder.com - in data 12-11-2006
djuna barnes: la foresta della notte
un romanzo ... poetico. la barnes nasce come poetessa e qui lo rimane Mai leggendo un romanzo, mi ero soffermata a rileggere alcuni passaggi. A me, apprendista poeta, hanno trasmesso tanto. le descrizioni contenute nei romanzi, infatti, sono fotografie, spesso dei bellissimi dipinti, talora degli affreschi, ma la burnes no, lei de-scrive in termini poetici e non ti fa immaginare la situazione, ti ci cala dentro e tu resti incollato alle sue parole. un esempio? introduce così un personaggio femminile:..benchè la sua pelle fosse la pelle di un bambino, vi si intuiva in un futuro non lontano l'affiorare della trama che sarebbe stata la grana logorata dal tempo del suo volto, la parte lignea della opera, l'albero che avanzava in lei, non documentata testimonianza del tempo.. !
Scritto da: lindarc - http://lindarc.blog.tiscali.it - in data 11-11-2006
kaos kalmo
l'ho fatto! eccomi qui !mi sono piazzato sotto la sua scuola e aspetto...eccola col nasino schiacciato al vetro,mi guarda,sorride e mi saluta con la manina.la madre avrebbe subito organizzato un pranzo con la sua amica psicologa! lei no , aspetta...le sue compagne ridono e si fanno l'occhiolino,lei le zittisce e dice loro che sono un santo! tutti , non lo dicono ma lo pensano :sono un pazzo! ma passerà dopo che ti bagni poi ti asciughi! ho salvato una stronza dalle acque ma non riesco ad asciugarmi,mio fratello ,lui sì ha ripreso meglio di prima! ma così è la vita :un mare di ipocrisia! no tu no bimba mia, ...sarà solo unricordo da raccontare ai tuoi figli:MIO PADRE....suona la campanella,sono travolto dalla fiumana di bambini urlanti,ma il tuo sorriso da un senso alla mia incoscienza!
Scritto da: antonello - antropologia la sapienza roma - in data 11-11-2006
baricco: novecento
veramente di baricco amo oceano mare e altri romanzi ma qui voglio dire due parole su questo monologo. Un libretto che si legge in poche ore – io l’ho letto tutto d’un fiato – perché ti prende e ti porta a bordo di quella nave e non ti permette più di scendere come accade al protagonista. Lui su quella nave passeggeri è nato ed ha vissuto sempre, senza mai volersene allontanare quasi protetto da quel guscio, ondeggiante sulle onde del mare, ritmo cadenzato che è talmente dentro a lui da donargli una sensibilità speciale che traduce in musica per trasportare i passeggeri ben oltre la vastità dell'oceano. ama quel piccolo mondo chiuso che gli permette di crearsi alibi ed eludere ogni rischio di fallimento al punto da saltare in aria con lui ormai in disarmo
Scritto da: Atomi diVersi - http://atomidiversi.splinder.com - in data 10-11-2006
l'apoteosi ........ della morte incerta
leggere una poesia, pensare a chi in questa poesia ha vissuto, cercare di capire quello che spinge una persona a scrivere di Sè e del suo Non Esserci davvero. Di certo non sono un critico e nemmeno un profondo conoscitore della poesia ma quello che ho trovato nelle opere di Silvya Plath è questa ricerca spasmodica della distruzione personale passando attraverso la distruzione di tutto quello che nel suo occhio di ciclone gravita, ecco allora apparire con forza l'amore- odio nei confronti dei genitori oppure il cinismo del normale vissuto dentro ad una boccia d'acqua dove tutto si distorce prendendo la non forma, la mancata verità finale che arriva con l'autodistruzione di sè stessa, in una poesia dove Lady Lazarus vuole morire senza più risorgere .. Lei senza, dei gatti, le vite..
Scritto da: Atomi diVersi - http://atomidiversi.splinder.com - in data 10-11-2006
Dal Vangelo Titolo : AGRICOLTURA E NATURA
Un giorno Dio creò con tanto amore due parole NATURA E AGRICOLTURA alla Natura disse: Tu devi, con l'acqua e con il sole che ti invierò, far crescere sulla terra tante spighe di grano ; ad Agricoltura disse: Tu devi far crescere e consumare il grano che Natura produrrà, a tutti gli uomini della terra di buona e cattiva volontà.Natura e Agricoltura avevano insieme un compito importante: dare a tutti sulla PANE CHIARO O SCURO , ma darlo un pò per ciascuno !!! Ancora oggi nel terzo millennio ciò non accade, ma l'uomo deve sapere che un giorno,che nessuno sa, Natura e Agricoltura davanti a Dio lo porterà e quel giorno l'ingiustizia dell'uomo sulla nutrizione finirà.La giustizia trionferà e PANE BRUNO UN PO' PER UNO sarà il motto del mangiare tutti in libertà.
Scritto da: luca - Liceo scientifico Francesco D'assisi Roma - in data 10-11-2006
Ispirato dal romanzo Va dove ti porta il cuore titolo VIRGOLINA
Quando scrivi una lettera, la pausa è la virgola nella vita ci sono tante pause, specialmente nei pensieri e nei ricordi e sai tu sei, la pausa più bella che abbia mai incontrato sulla mia strada insomma, sei una Virgolina che non diventerà mai punto altrimenti, il discorso si chiude e quando chiudi il discorso col punto tutto finisce le parole iniziano da capo con la lettera grande e io non amo molto le cose alla grande, ma amo le cose piccole che diventano grandi ti voglio bene Virgolina,
Scritto da: Luca - Liceo scientifico Francesco D'assisi Roma - in data 10-11-2006
Foto Fra La Cenere (di uomo-solo-affacciato alla finestra)
Dalla finestra appariva tutto calmo ora, nessun segno del caos che poco prima presentava una città in fuga. Carlo, il paradiso perduto di Milton fra le mani pensava alla sua infanzia, ai genitori e quella casa in campagna dove era cresciuto fra stenti e rinunce. Alla carriera fatta in fretta col servilismo e la riverenza, Ricordava gli amori passati e miseramente falliti, gli amici traditi e traditori, il conto in banca e la bmw in garage. La madre morta di cancro e il papà dimenticato in ospizio. Gli premeva ciò che ancora doveva esser fatto e quel figlio mancato a cui avrebbe destinato tutta la sua ricchezza. Nel Silenzio della stanza venne avvolto da una gelida Indifferenza. Ed è in questo istante che vide il lampo e il fungo dell'esplosione nucleare.
Scritto da: guerrilla radio - http://guerrillaradio.iobloggo.com/ - in data 10-11-2006
TROPPO STRANO PER VIVERE (breve epitaffio alla memoria di Hunter S. Thompson)
Dì Hunter, non c'erano ancora di pagine da scrivere? di manie popolari da invei- re? di baaar donde sedersi e gustarsi una tequila nella penombra, arrischiarsi a controllare come preparano la margarita, o ancora un viaggio all'inferno, Una Divina Commedia alla mescalina, no mas paura e disgusto a Las Vegas? Sulle tue visioni stordite, ho piantato il seme dell' adolescenza lisergica, nei quali la vecchia formula di trovare dio con l'auto della chimica era più un imperativo che un flebile consiglio. Eri allora l'autista ideale per portarmi fuori controllo via dalla città ordinata, i suoi abitanti colle porte percettive blindate e perciò già persi, per sempre invalidati, perduti. Ascolta il mio liquoroso commiato, di tutto il senno sono terrorizzato, la mia follia è la tua.
Scritto da: guerrilla radio - http://guerrillaradio.iobloggo.com/ - in data 09-11-2006
Dea...Laudes
Un libro, che va al di là di ogni libro. Preghiere, canti, invocazioni alla Dea, Unica e Primordiale. Alla Dea che è tutte le Dee, alle Dee che sono una sola Dea. Alla Dea che è Maria, Maddalena, Venere e Kali. Alla Dea che è ovunque e in ogni tempo. Un libricino piccolo; a vederlo, con la sua copertina blu e quasi spoglia, sembra insignificante ma poi, dopo la prima pagina ecco che ti trascina in un mondo antico e quasi del tutto scomparso. Parole, spazi e virgole che ti entrano nella carne, si intrufolano nel tuo sangue. Su, fino al cuore e ancora più in là, nella tua mente, nei tuoi pensieri. Le senti sulla pelle quelle preghiere, mentre scavano per diventare parte di te. Inesorabilmente senti quei versi sfiorarti e cambiarti l'esistenza. E tutto riconduce a Lei, Donna e Dea.
Scritto da: Senisha - http://www.figliadeidraghi.splinder.com - in data 09-11-2006
Il mondo che si trova due passi più in la.
Perchè le favole racchiudono tutto, racchiudono una vita, le speranze, i desideri e i ricordi. Le favole racchiudono tutto.C’è una favola però che è più speciale delle altre, perchè racconta di me e del mio regno quando ancora non facevo parte di questo mondo.Anche allora il mio nome iniziava per A, come ora, ma era più breve e ricordava il mare, Alice. E vivevo in un mondo dove tutto funzionava al contrario e si camminava a testa in giu,dove si poteva bere il the a qualsiasi ora e non era strano parlare con i fiori. In quella favola è racchiuso tutto un mondo che mi appartiene, fatto di fumi colorati e blucaliffi che diventano farfalle, di sorrisi di gatto e tanta voglia di essere altrove. Per scoprire questo mondo di meraviglie devi andare solo 2 passi più in la.
Scritto da: Skuld - http://www.beinsane.splinder.com - in data 09-11-2006
Nel ricordo di Inman...
Sono cresciuta, sono cambiata, sono maturata, ma la Cold Mountain è sempre la stessa. Non passa stagione in cui non mi senta parte di questo luogo. Uscita per raccogliere qualche fiore da ornamento per la tavola, ho ripercorso il sentiero dove mio padre Inman morì. Purtroppo nacqui quando lui era già stato sepolto e tutto quello che so sul suo modo di fare, sui suoi vizi, sulle sue paure, lo conosco tramite la mamma. Sento molto la sua mancanza, non faccio altro che pensare a come sarebbe ora se lo avessi conosciuto e guardare i versanti gelati della Cold Moutain mi fa venire la nostalgia. Ho deciso che questo mazzo di fiori lo lascerò qui. Te lo dono papà perché la memoria del tuo viaggio possa vivere per sempre. Tua figlia.
Scritto da: Blackwolf - http://www.blackcove.splinder.com - in data 09-11-2006
Dedicato a Oriana Fallaci e al suo Lettera ad un bambino mai nato
Mamma, so che non vuoi farmi nascere in questo mondo triste, dove tutti combattono tra di loro ogni giorno, dove nessuno si regala qualche momento di docile riflessione, di pacifica compagnia, di estranea noncuranza nei confronti del male di vivere. Mamma, nel tuo ventre mi sento protetto, cullato dalla morbidezza delle tue parole e dal calore del tuo affetto, ma io voglio nascere e vedere le cose che tanto odi della vita. Voglio sentirmi parte del tuo dolore e aiutarti a sconfiggerlo. Voglio costruire assieme a te qualcosa per gli altri. Ce la possiamo fare mamma. Ma tu fammi nascere. Lascia la scrivania piena di malinconici pensieri. Lascia quella lettera per un figlio che non nascerà mai. Perché tra poco sarò li con te mamma. Con te.
Scritto da: missmidnight - http://www.missmidnight.splinder.com - in data 09-11-2006
Il sogno di un pastore è quello di non vivere mai come una pecora
E’ quello che diceva Pablo Neruda nella celebre Lentamente Muore. Ed ora è anche quello che ritrovo scritto nelle pagine dell’Alchimista di Coelho. Forse è un segnale. Devo imparare a seguire quelli che la vita mi pone di fronte senza abbassare lo sguardo, osservando oltre quello che c’è davanti a me, aspirando a compiere fino in fondo la mia missione: vivere la mia Leggenda Personale. Voglio assaporarne ogni momento lasciando da parte la paura di incontrare la sofferenza sul mio cammino. Dobbiamo capirlo tutti: siamo i pastori di noi stessi. Evitiamo di trasformarci in branchi di pecore che non chiedono altro di sopravvivere per essere felici. Non funziona così. Inseguiamo invece i nostri sogni. Ad ogni costo. Sempre.
Scritto da: missmidnight - http://www.missmidnight.splinder.com - in data 09-11-2006
Il peso dell'innocenza - degli altri!
Quando ci siamo conosciuti avevo molto tempo e tante paure. E tu mi hai accompagnato in un viaggio tra intrecci e menzogne.Mi hai mostrato quanto si può diventare meschini, arrivando perfino a usare un figlio per i propri, sporchi, interessi. E hai seminato il dubbio. Quello più buio e contorto, verso la persona amata. Quello che ti fà osservare ogni cosa con occhi attenti e critici . Ma poi ho capito quello che cercavi di dirmi.Se avessi un ex marito come Ricardo Arias sognerei di ucciderlo tutte le notti e se il mio compagno fosse un Chistopher Paget, forse avrei paura di aver spagliato tutto. Ma, quando ho girato l'ultima pagina, ho sospirato. In fondo, la vita è tutta un intreccio. Solo che, dopo averti conosciuto, la mia era meno complicata!
Scritto da: Barbara Gozzi - http://www.ilprototipo.com/sito/ - in data 09-11-2006
Il Pasticciaccio bello
Nel più doncicciano, nel più ingravallesco dei dubbi accolsi il dono della fida nzatina diciassettenne che firmava bigliettini con TVTB epperò si cibava, cannib alizzava il Gran Lombardo. Una scrittura che non smette ancora di riecheggiare in me. Da lì in poi, una miriade di ricorrenti suggestioni in viaggio. A Milano, a Firenze, pellegrinaggio a Roma in via Blumensthil proprio come a Neully-sur-Se ine per il Genio Russo dal pennello felice, come ad Arcueil per le note algide d i Monsieur Bonhomme. E il Cocullo, il Farafiliorum, l'immagine gelata di Liliana Balducci assassinata. Il Commendator Angeloni, vera controfigura del Gaddus. E a leggere la firma in calce alla presentazione di quel libro Garzanti mai avrei immaginato che quel tal Piero Gelli, 25 anni dopo, sarebbe diventato mio amico.
Scritto da: William Nessuno - http://williamnessuno.splinder.com - in data 08-11-2006
camere separate
Era stato lui a consigliarmelo ed ancora una volta ero felice di farmi guidare. La primavera stava trapassando in estate quando comincia il libro. Da pricipio mi prese una forte sensazione di calore, seguita bruscamente dal suo contrario. Sotto i miei occhi la solitudine e il dolore prendevano forma, intorno a me non vi erano più suoni, nè corpi...mi sentivo sponfondare in un nuovo stato di lucidità. Seguivo il protagonista raccontare del suo compagno, descriverlo, narrarne la morte e gli ero a fianco nei suoi sforzi tesi alla vita. Ero sopraffatta dal senso di mancanza, ma allo stesso tempo cominciavo a comprendere ed ad essere guidata, ancora una volta. Alla fine mi arresi alla dolcezza e trovai pace in un caldo rifiugio
Scritto da: Luluisa - http://www.lutarchini.splinder.com - in data 08-11-2006
LA DIVINA COMMEDIA
Il primo canto del Purgatorio è importante. Soprattutto per noi, noi che viviamo in un mondo in cui è sparito il definitivo, e non vediamo più la meta, ma esistiamo solo per l'andare. Nella nostra vita ondivaga, MAR CRUDELE E PERIGLIOSO, siamo scomposti dal forte vento dei desideri. Noi siamo solo capaci di imitare, non già di venerare, ma se il TRASUMANAR è impossibile per noi, possiamo però con un’ecologia dell’anima (e della mente) smaltire le nostre colpe, per perseguire la strada della PERFETTIBILITA'. Come Catone, che a dirla tutta, è un profano che finisce santo in Paradiso. Se essere giovani è gratuito invecchiare bene è merito.
Scritto da: valè - Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino - in data 08-11-2006
Nelle tenebre persi il cuore, nessuno si mise a cercarlo (vigilia di missione)
Notte di tenebra come un cuore spugnoso inzuppato del fiume Congo. Cuore di edera, aggrappato ad un soffitto che è il pavimento di un angelo abbrustolito. Evacuando Evacuando, ho sguardi solo per i ciechi e parole a van- vera per i sordi. Cuore di tenebra, con i vestiti dismessi che si disperderanno nel fiume Congo. Non ho nulla da preservare per il mio ritorno, una passato anchilosato da ostracismi e cappi al collo. Non ho casa, se non l'altrove. Curarmi il mal di vita con il male d'Africa. A volte la felicità perduta, perita bisogna andarsela a ripescare nelle paludi belliche di atmosfere elettriche. Non ci sono domani non si disvelino oggi. Non ci sono mani a frugare nelle tenebre un cuore,
Scritto da: guerrilla radio - http://guerrillaradio.iobloggo.com/ - in data 07-11-2006
Due di Due, 2 di 2, Due di Due
Funziona così. Dedichi tre giorni interi ad un romanzo e la tua vita cambia. In un pouf. LUI ti travolge, riportando in vita desideri nascosti e sogni repressi. TU hai voglia di esplodere. Senti il mondo che ti opprime, troppo evoluto, superficiale, caotico. Troppo poco selvaggio. Ti sembra di non aver vissuto, di non sapere neanche che gusto abbia l'ossigeno. Allora vorresti solo correre, e volare nel vento, tra sole e fulmini, nuvole e neve. E LUI ci sarà sempre, quando penserai di essere sulla buona strada o quando crederai ancora una volta che sia tutto perduto.
Scritto da: alessandra - giurisprudenza, torino - in data 07-11-2006
Quello che scrivo accade, quello che accade scrivo.
I libri non hanno un'anima. La prendono in prestito da chi legge. Il lettore è l'orecchio senza il quale l'albero che cade nella foresta non produce rumore. La rilettura rivela i diversi piani d'interpretazione a strati. L'ho letto a 8, 12, 17, 21 anni. Lo apro a caso come il Vangelo e ne suggo un versetto. E' un pozzo di rivelazioni senza fondo. Il mio primo libro è 'La Storia Infinita' di Michael Ende. Un giardino di ventisei sentieri che si biforcano. Come le lettere dell'alfabeto tedesco, miniate all'inizio di ogni. E ciascuno infinisce con un'altra storia e ci sarà un'altra occasione per raccontarla.
Scritto da: Gaia Giordani - http://copiascolla.splinder.com - in data 07-11-2006
Il Castello
Ti domandi cosa sia quel grigio, quel fumo che viene dalle stanze della legge. Ci cammini dentro e non sai dove'è la fine, cammini e ti abbandoni in cunicoli di inchiostro che perde il suo colore. E con gli occhi inchiodati sull carta, ti trascini fin dove i tuoi occhi riescono a tirare, a spingersi ostinati, prima di strapparsi come stoffa lacerata e non riuscire più a vedere, fino al limite tagliente del tuo foglio, per sperare che ci sia qualcuno qualcuno che sia lì solo per salvarti, senza che tu sappia come, per portarti via in paesi che conosci, lontano da quel castello costruito con la fibra dei tuoi occhi, per cercare una parola di cenere, di fango, per dio! Ma sterile, consunta: che non dica nulla. Ma che ti somigli.
Scritto da: Azael - http://www.terzadicopertina.com - in data 06-11-2006
L'OPERA STRUGGENTE DI UN FORMIDABILE GENIO
IO Uhm…lo sai? DAVE EGGERS (strizzando gli occhi) No IO Mio padre sta morendo DAVE EGGERS … (sta pensando a una battuta?) IO (mi accarezzo la barba) Sputa catarro filoso e sporco, tossisce FORTE. Molte volte non riesce proprio a mangiare. È molto magro. Secco quasi. DAVE EGGERS Hai letto il mio libro vero? Sorride (lo sa che l'ho letto) Quando pensi che morirà? IO Vorrei saperlo. Vorrei TANTO saperlo. Lui ora sta piangendo. (non riesco a controllarmi) Sto piangendo anch’io ora.
Scritto da: valè - Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Torino - in data 06-11-2006
I LIBRI SONO RICAMI
I libri sono ricami , disegni di storie possibili sulle tele sfilacciate della realtà. I punti che l'ago cerca di fissare si sfilano e il telaio si squarcia, aprendo spazi di pura riflessione, spazi incrociati con ostacoli fumosi che slittano su piani sovrapposti e infiniti. Le tele sono quelle appese alle porte del pensiero e resteranno lì con le trasparenze velate d'inconsistente trama. E vorrei allungare le maglie di quella tela...per non finirla mai, per prolungare le emozioni. Le scardina e le slega con il fluire intenso e scomposto, Il timido incedere del moto interiore che la prorompente cascata di immagini verbali smuove, aumenta e diventa brivido. Tutto si gioca sulle gioie, sulle paure, Tutto si gioca sul vivere!
Scritto da: Rosalba Sgroia - http://neroassenso.splinder.com - in data 05-11-2006
Quando anch'io incontrai i ragazzi dello zoo di Berlino
È qui la vita, nella musica incessante che rimbomba forte nelle orecchie, nel fumo scuro di uno spinello o nelle immagini distorte create da un acido calato in fretta dietro la porta di un bagno, davanti agli occhi del Detlef di turno, ammiratore del riflesso opaco di coraggio nel fragile corpo di bambina. L’amore è costruzione e distruzione insieme. E il “Sound” è la sua alcova, una bocca dell’inferno spurgante incubi ad occhi aperti, di pelle violentata dall’ago di una siringa occasionale diventata poi l’unica confidente di una quattordicenne impaurita. E la vita viene risucchiata dal suo stantuffo adulatore che promette l’emozione promiscua, da godere con l’animo infingardo, tra il sudiciume della stanza di un motel e la candida neve che copre Berlino.
Scritto da: missmidnight - http://www.missmidnight.splinder.com - in data 05-11-2006
Quando ho sognato di abbracciare Akhenaton
Traspiravano da quelle righe granelli di sabbia, sentivo il sole caldo dell'Egitto. Ogni secondo che passava mi dava l'illusione di impossessarmi del corpo di Nefertiti e trovarmi al cospetto del grande Faraone, alla sua rivoluzionaria follia. Sfogliavo le pagine e la gioia, incontenibile, cantava nelle mie orecchie quell'eros celato e oscurato, dall'amore per il grande Aton, il dio del sole, che scalda tutti noi. D'un tratto, di sera, anche io ero lì con lui e mi sembrava quasi di potergli sfiorare le mani, quando guardando le stelle sussurrava loro di essere le sue lacrime, non potendo più guardare la luce. In un istante mi sono sentita un tutt'uno con la sua anima e in mente avevo solo un grazie per Roberto Zacco, l'autore che ha scritto tutto questo.
Scritto da: Jash - Liceo classico Benedetto da Norcia, Roma, II D - in data 04-11-2006
Un libro in noi!
Parole scritte e mai raccontate. Istanti vissuti e mai scritti. Ogni momento ha il suo libro. Quel libro ti lascerà comunque qualcosa. Qualcosa sulla quale riflettere, creare, sperare ed incamerare emozioni. Le emozioni sono svariate, infinite, non si riuscirebbe a racchiuderle in un solo libro. Sono i libri che si possono racchiudere nelle nostre emozioni. Lasciandoci trasportare dalle loro frasi, facendone tesoro ed imparando da esse. Il nostro animo è un libro aperto, con pagine stipate di quelle frasi, raccolte nel corso della vita., altre aspettano solo di essere riempite da nuove letture. Quel libro non verrà, forse, mai scritto, raramente sarà raccontato e di sicuro non lo si troverà tra gli scaffali ma chi ci conosce veramente saprà leggerlo!
Scritto da: iljap - http://iljap.splinder.com/ - in data 03-11-2006
Il catalogo postalmarket
Oh, mirabile tomo, che prometti ubiqua spedizione da Luino a Caltanissetta! Tuoi sono i tagliaunghie, i regolabaffi, i telefoni-hamburger, e i reggiseni soprattutto i reggiseni, e le mutandine di pizzo bianco. Lode perenne a te! Avevo 8 anni, e l'edicolante, novello cerbero, mi impediva di comprare i rotocalchi che desideravo davvero! Anche io, come Galileo e Giordano Bruno pativo i dogmi dell'inquisizione, che ripeteva che i bambini venivano dai cavoli e mi proibiva di indagare oltre sull'origine della vita! Io la desideravo tanto, la intravedevo appena tra un pareo e un accappatoio a 19.900 lire ma tanto mi bastava per essere felice! Ore, e ore, e ore in bagno con te, altro che videogiochi! Della mia bella infanzia io ti ringrazio, o catalogo Postalmarket!
Scritto da: fdecollibus - http://blog.dsy.it/fdecollibus - in data 02-11-2006
la maga delle spezie (C.T.Divarakuni)
Veniva da un‘isola misteriosa ed approdava in un quartiere di Oakland abitato da indiani. Apriva una botteguccia, sai, quelle di altri tempi dove tu entri, ti senti a casa e ti fidi ciecamente di quel che ti consigliano lei era la maga delle spezie magari volevi solo del the, ma uscivi con uno dei suoi pacchettini preziosi spezie per ogni necessità: amore, pazienza, ragionevolezza, quiete ... forse era quel suo volto grinzoso o quel suo corpo rinsecchito a incuter fiducia e a convincere gli ignari clienti a confidarle i loro problemi e ad acquistare non della merce ma fiducia in sé stessi. Poi anche lei si innamora e spezza l’incantesimo, ma … io ora lo so che basta un pizzico di …
Scritto da: lindarc - http://lindarc.blog.tiscali.it - in data 30-10-2006
Tu mi hai fatto capire che esisto, che “pur’io ci sto”
Perché non l’ho scritto io! L’avete mai pensato? Sensazioni vissute concetti per noi veri, o semplici considerazioni che però non abbiamo mai espresso, per una sorta di pudore. Poi qualcuno li mette in un libro …e ci piace sapere che quella idea non è poi tanto strana,che in fondo il cervello di tutti lavora in una sola direzione, quella del cuore. Trascrivo le parole che Erri De Luca, in Montedidio mette in bocca ad un ragazzino napoletano di tredici anni alla sua prima “cotta” “… Maria dice che io ci sto. Ci sto io, tutt’insieme, divento importante …e così ecco che mi accorgo pur’io che ci sto. Mi chiedo da solo:non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole una altra persona che avvisa…” E’ così a 13 come a 50 anni. Io che ho te .. ci sto
Scritto da: lindarc - http://lindarc.blog.tiscali.it- - in data 30-10-2006
sono lì inginocchiato davanti ad un nulla vuoto
A volte è il caso a scegliere per Te, entri in una libreria cercando un libro ed esci tenendone un altro tra le mani , Ecco è incominciato così il mio approccio ad Erri De Luca, il titolo accattivante TRE CAVALLI una copertina gradevole un uomo del quale vedo solo la testa e le mani disteso a guardare il niente portato da un mare che sa di lontananza. Poi ti accorgi che il testo è diverso lo scorri velocemente perchè la storia narrata è densa di significato scritta in un modo particolare che sai cambierà il tuo modo di leggere e di scrivere ... poi arrivi Lì a pagina 78 e ti blocchi perchè è troppo grande il dolore, così io aspetto davanti ad un armadio vuoto con un paio di scarpe in mano che qualcuno mi dica : questo non succederà mai più ! Grazie Erri De Luca
Scritto da: franco furia - http://gotic_area.blog.tiscali.it - in data 29-10-2006
L'Ultimo Vero Bacio
Me la ritrovo fra le mani, questa bella bambolina bionda vestita di rosa e bianco perlaceo che si aggiusta i capelli su uno scaffale e penso ad un errore, così tiro diritto ma l’occhio registra la scritta nera e poi il colpo di fulmine un Noir, uno di quei libri che leggi d'un fiato, per strada, urtando i passanti mentre torni a casa. Piccola Betty Sue, sperduta da dieci anni, chissà dove, forse morta, forse nelle maglie della mia testa, ma reale, che pulsa sconsiderata nelle tempie. La cerco in righe non ancora scritte e pensieri che nessuno ha avuto il coraggio di formulare. Ottantasette dollari, due birre e un sorriso, non bastavano neanche per metterci benzina, come non bastano per un viaggio in capo al mondo alla disperata ricerca di quel che ho provato per te.
Scritto da: Nievee - http://bastarditudineapplicata.splinder - in data 29-10-2006
L'idiozia come estrema difesa alla logica del Bene e del Male
Amo il principe Myskin. Amo il suo essere idiota perché in questa sua natura è nascosto lo splendore della sua anima. Un'anima pura, non contaminata dalle meschinità del mondo. Un'anima candida al punto da sembrare idiota. Myskin non appartiene al mondo perché è una creatura che viene da altrove, dalla malattia, e il suo disincanto di fronte ai fatti della vita ne fa un eroe sui generis. Il principe incanta perché è fuori dalla logica del Bene e del Male. Ad essa egli oppone la sua idiozia. Myskin è colui che non capisce il mondo semplicemente perché lo penetra ad una profondità tale da risultare irragiungibile per gli altri. E la sua comprensione è devastante. Si può amarlo o rifiutarlo, io ho scelto di amarlo.
Scritto da: Tina Galante - http://www.tisbe.splinder.com - in data 29-10-2006
Daniel Pennac in: “La lunga notte del dottor Galvan”
Io amo il dottor Galvan! È stato amore a prima vista e insieme abbiamo trascorso i 50 minuti più belli della nostra vita, mentre le chiappe attraversavano ignare mezzo stivale. Tratta Catania-Roma in un’unica risata. Abbiamo disquisito dei nostri bigliettini da visita litografati con solo il numero di telefono – Indirizzo? Oltraggio all’eleganza! –, in maiuscoletto i nomi e in frugale corsivo la specializzazione. E il racconto di quella famosa notte in cui la sua carriera di medico viene stroncata da un “Non mi sento tanto bene”. Un tonfo e da lì una sequela di corse alla diagnosi, la voce un alternarsi di ironia e spleen. Un cronista dell’assurdo. Gli dico che è sprecato come medico. E lui, con quel suo volto da Charlot, mi dice: “Oh, lo so. Ora faccio il meccanico”.
Scritto da: Etain - http://etain.splinder.com/ - in data 25-10-2006
Affinità elettive
Quando sono triste io mi rifugio in libreria. Quella volta avevo per l’ennesima volta litigato con Andrea, il mio grande amore. Mi fermai davanti alla scansia dei classici. Mi balzò agli occhi una copertina bianca: “Le affinità elettive” di Goethe. Presi in mano il libro, lasciai che le mie mani lo aprissero a caso e lessi quella pagine come un oracolo: così come la calce tende ad unirsi a tutti gli acidi, tra alcuni esseri umani con la stessa naturalezza nascono importanti relazioni di felice infelicità; un sentimento che va oltre l’amore, il bisogno spirituale di cercarsi, attirarsi, inghiottirsi per poi ritornare al punto di partenza proprio come il ciclo dell’acqua. Non dovevo disperarmi: quello era Amore! Quello è Amore!
Scritto da: Ludovica - Lettere e Filosofia - in data 25-10-2006
Il terzo diritto del lettore
Scorro i ripiani della mia libreria, il mio sguardo cade, credo per la terza volta, su di lui, la tentazione è troppa per rinunciare a questa sfida! Leggo ancora una volta il titolo, è sempre lo stesso, faccio scivolare le pagine tra le dita, poso lo sguardo qua e la: frasi sottolineate, appunti, disegni. La prima orecchia deve essere quella di tre estati fa, dopo di che l’ho abbandonato e ripreso dopo qualche mese… Infatti pag 98, seconda orecchia e poi? Poi ho ceduto alla sua pedanteria, l’ho lasciato lì a farsi coprire di polvere, ma ci devo riprovare, so che tra noi scorre insofferenza e so di non sopportare come sono scritte le sue frasi. E’ deciso, lo rileggo, e sta volta tutto! … Sono passati tre giorni. Non l’ho finito. L’ho rimesso in libreria. Lo detesto!
Scritto da: lamartinz - http://lamartinz.splinder.com - in data 24-10-2006
Soffio d'anima
Deve essere stata quella volta. Proprio quella volta. Il cielo eclissava una giornata dura, lunga e piena di emozioni da sfogare. Il destino aveva scelto che mia nonna raggiungesse quella somità. Quel luogo che tanto la voleva. Che tanto ha dovuto aspettare. L'ombra dei cipressi aveva asciugato le mie lacrime. Anche il dolore era sopito. Il mare non increspava più. Immobile. Tutto era fermo, in religioso silenzio. Fu allora che ebbi l'emozione di accorgermi che il sole, sull'orizzonte, brillava più del solito. Un sole grosso e rosso, come non avevo mai visto. Se l'anima ha un peso e, quel peso fosse alito di Dio: allora il soffio che aveva appena lasciato mia nonna aveva riacceso un sole spento.
Scritto da: Fabrizio - http://lalontra.splinder.com - in data 23-10-2006
Una giornata di Ivan Denisovich
Alle volte mangio assorta una fetta di salame, mi capita di ripulire la ciotola della zuppa con una crosta di pane, di osservare un tappeto e di chiedermi se è colorato a rullo, come starebbe con il motivo di una troijka. Allora nessuno sa che mi trasformo in Ivan Denisovich. Non mi stupisce più che uno scrittore russo, del quale non so neppure traslitterare il nome, sia capace di farmi questo a migliaia di chilometri dalla Siberia, e decine di anni dalla pagina scritta, come se questi dettagli non avessero alcuna importanza, ma solo la costante umana ne avesse. Non mi fa più nemmeno paura. Paura sarebbe un giorno smettere di sentire, Ivan Denisovich nella testa.
Scritto da: Garnant - http://garnant.splinder.com/ - in data 23-10-2006
Un viaggio nel Mantello di Arlecchino
Confusa tra le pieghe di un mantello colorato, la conoscenza si schiude in un viaggio senza fine e si dona all'apprendista coraggioso. Lontano dalle rive egli abbandona la zavorra d'ogni sicurezza. Mantello d'Arlecchino è il nome suggestivo al quale tende il Terzo Istruito, che non crede più in una conoscenza univoca e monoculturale... Partire. Chi non si sposta non apprende niente. Colui che conosce un solo colore non saprà mai nulla degli altri. Partire. Non c'è apprendimento senza erranza! E' questo il mistero di ogni conoscenza. Perciò, caro lettore, se vuoi conoscere veramente, devi essere disposto a lasciare la riva delle tue certezze e nuotare in alto mare. Sarai finalmente naufrago come colui che ama la conoscenza.
Scritto da: Tina Galante - http://www.tisbe.splinder.com - in data 23-10-2006
Aroma incancellabile
Comincio col depilarmi accuratamente. Pube, ascelle, gambe. Poi mi raso i capelli. Non basta tagliare le unghie alla radice, così le sradico. Mi immergo nell’acqua: l’altissima temperatura stacca strati di pelle. Nell’asciugarmi, mi striglio con la carta vetro. Ma non sono soddisfatto. Nelle intercapedini, i denti serbano archivi: li cavo con cura e spazzolo la lingua. Poi vi passo sopra una lima. Non mangio. Trattengo l’alito ricacciando in gola il respiro. Sto immobile perché nessun poro traspiri. Mi verso nel culo una colata di cemento e rimuovo con un bisturi la vescica, ma il sangue non si ferma e io puzzo di terrore. Non c’è più nulla da fare. Da quando ho letto il libro lasciando sui fogli le mie impronte, son morto: tra un istante Grenouille sarà qui.
Scritto da: ritamazzocco - http://zaritmac.splinder.com - in data 22-10-2006
Troppo razionale!
dieci righe parallele dieci strade da vuote da percorrere dieci motivi per iniziare questo cammino dieci pensieri non pensati che mordono dieci risposte che non attendono dieci dita che vibrano d'esuberanza dieci passi timidi ed incerti dieci metri da colmare in un istante dieci anni per tornare sui tuoi passi dieci motivi per rifletterci ancora!
Scritto da: Blu - http://blubook.splinder.com - in data 22-10-2006
Arazzi
Blu. Blu intenso. Non blu oltremare. Blu notte. Blu. Blu cenere. Grigio. Grigio chiaro. Non tanto chiaro. Grigio fumo, là in alto. Corto, nodoso rosa. Tante, rosa… trenta, quasi. Dieci. Forti. Brutte, ma belle. Bellissime. Tendinee. Guizzanti. Danzano nell’ombra. Luce su di loro, luce tra loro, ombre dietro di loro. Nessuno lo sa, ma esse indossano abiti lunghi, con strass e gioielli. Un regista fa balenare su ognuna colori incoerenti, folli e saggi insieme. Ed esse danzano, folli ed ebbre, mentre strass e gioielli assistono impotenti, generando le matite intangibili di arazzi inconsistenti e stupendi. Arazzi che durano poco... appena il tempo di scivolare a fianco del naso.
Scritto da: Leo Sorge - http://www.futuristico.it - in data 20-10-2006
K. e la Presidenza di Facoltà
Il Segretario disse che la regola era quella e non poteva farci nulla. Decisi allora di entrare nell'Ufficio della Presidenza. Scriva due righe spiegando il problema - mi fu consigliato. Pensai a K. ed iniziai a scrivere. ... perché non vorrei cadere vittima incolpevole di questo castello kafkiano. Consegnai la lettera. Pochi minuti dopo, una voce. Venga con me: andiamo insieme dal Segretario. Il Segretario fu costretto ad annuire. Io e la voce uscimmo dal suo ufficio, dal suo Castello. Lui rimase solo con la sua regola, infranta dal semplice buonsenso.
Scritto da: MassimoSdC - http://www.saltodelcanale.net - in data 19-10-2006
Se un mattino d'estate un bloggatore
Ma allora anche questo si può fare!? E anche questo!? E questo pure!? Così dovrebbe essere la reazione, la meravigliosa meraviglia esondante, di un lettore di fronte al testo che gli spalanca possibilità e labirinti insieme, stimoli, fantasie e libertà. Questo è l'effetto che provai, da ragazzo, leggendo l'iper-romanzo di Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore. Infinito viaggio, intrecciato, una lettura creativa che ti spinge a leggere e leggere e leggere ancora perché...superior stabat lector. L'artificio naturale, la macchina da narrazione che genera mondi abitabili che a loro volta generano macchine narrative, non mi ha più abbandonato da allora e mi ha accompagnato anche, o soprattutto, in quel mattino d'estate in cui iniziai a scrivere un blog
Scritto da: giocatore - http://giocatore.splinder.com - in data 19-10-2006
Seguendo un filo di seta
Un filo di seta si è posato lievemente davanti ai miei piedi mentre, immobile e silenziosa, vivevo la mia vita. Ho raccolto quel filo ed ho iniziato ad arrotolarlo tra le mie mani lentamente, seguendolo per strade sconosciute. Mi ha condotto a Lavilledieu e fino ai confini del mondo, insieme ad Hervé Joncour, facendomi conoscere persone particolari: l'amico Baldabiou, il potente Hara Kei e una donna misteriosa con il volto da ragazzina... Un viaggio bellissimo, permeato di una delicatezza tale da lasciarmi senza fiato, insieme a quell'uomo, Hervé, che come me guardava la sua vita da dietro una finestra. Alla fine di quel gomitolo di seta, che racchiudeva sussurri, emozioni e sentimenti non vissuti, sono arrivata alla mia finestra chiusa. E' il momento di aprirla.
Scritto da: Ashura - http://vallevento.splinder.com/ - in data 18-10-2006
il cucchiaio di anastasi sotto il lampione
aveva le scarpe con la stringa lunga passata più volte tra i tacchetti; la maglia a righe verticali aveva il numero nove di anastasi sulla schiena. ormai era quasi buio ed il bimbo stava fermo in piedi, non voleva togliere gli occhi dal cucchiaio in bilico per terra appoggiato ai fili d'erba; poco più in là la tazza più grossa che aveva trovato, rubata dall'armadio di mamma. ancora una rincorsa col fiato che non stava dietro alle falcate veloci e lo calciò bene: filò via in alto dritto come fa pelè sul libro del gol, volteggiò, cadde sul bordo di ceramica e finalmente la sbeccò; lo stadio esplose in un boato che scomparve quando il cucchiaio finì ancora una volta sull'erba. era emozionato ma scappò via lo stesso chè la mamma aveva già aperto l'armadio.
Scritto da: Reblog - http://rblog.splinder.com - in data 17-10-2006
Chissà se al mondo c'è una Sybil Vane
Faceva freddo, era un dicembre tra i più freddi che io ricordi. Lei arrivò di corsa al solito posto, con il solito cappotto nero che la faceva sembrare più grande. Mi lasciò un libro dalla candida copertina e scappò via. Non l'ho più rivista da allora. Era il ritratto di Dorian Gray, e nella prima pagina c'era scritto a mano leggilo sei tu. Iniziai subito, le parole di Wilde mi rapirono, camminavo sotto i portici a Bologna e immaginavo di essere a Londra. Fui stregato da Sybil Vane, me ne innamorai. La città si svuotava e io camminavo incurante del freddo. Chissà se al mondo c'è una Sybil Vane, ma quella notte assieme ai protagonisti del romanzo più incredibile che sia mai stato scritto mi resterà per sempre nel cuore.
Scritto da: ale1982 - http://www.hotelive.splinder.com - in data 17-10-2006
Il talento(di vivere)
Carlo Marozzi possiede il talento di chi aspettta, instancabile, la grande occasione della vita. La sfiora, a tratti l'afferra e poi lascia che gli sfugga di mano. Eppure persiste il suo cabarbio desiderio di felicità, assistito da una non comune capacità di risorgere dalle proprie macerie. Ed incontrollabilmente ti ritrovi pure tu a sperare insieme a lui che arrivi quell' occasione capace di cambiare la vita e consegnarla definitivamente alla felicità. La attendi e ci credi fino alla fine del libro. E oltre.
Scritto da: custodedellenuvole - http://nuvoledipassaggio.splinder.com - in data 16-10-2006
Quel giorno Bukowski, Linda ed io
Cazzo Linda, sei talmente bella mentre leggi le poesie di Bukowski. Ti spio di nascosto sbocconcellando 'Finzioni' di Borges, ma in realtà mi sto domandando chi sei. Ed ecco che salterei tutti i preliminari: riconsegnerei questo libro allo scaffale d'origine, farei due passi verso di te e ti bacerei senza lasciarti respiro. Morderei le tue labbra all'oscuro delle commesse che, alle casse, battono scontrini e passano in nuove mani buste con un logo pubblicitario stampato. Ti bacerei interrompendo tanto bruscamente la tua lettura che, per un solo momento, magari proprio mentre mi soffi piano il tuo nome, avvertirei in bocca e tra i denti il sapore tormentato di gin e di vodka e delle centomila marlboro rosse aspirate da Hank.
Scritto da: Noantri - http://www.noantri.net - in data 15-10-2006
La solitudine
La solitudine è il principio della creazione, condizione necessaria affinché si liberi la forza creativa del soggetto. E' linfa immaginifica, esaltazione dell' animo e della follia, elogio del pensiero e predisposizione al trascendente. Solo nella solitudine il tangibile muta in visione e si si sottrae all'usura del tempo divenendo immortale oggetto di contemplazione.
Scritto da: SaVetheRabbiT.nEt - http://www.savetherabbit.net - in data 15-10-2006
Emozioni che riaffiorano
Quella frase letta su 54 dei Wu Ming mi rimase impressa. Mi fece, fortunatamente solo con la fantasia, vivere le emozioni di Fonso, al quale la mamma portò una tazza di zabaione nel bel mezzo di un combattimento durante la guerra! Forse quelle emozioni mi rimasero così forti nell’animo che quando vidi una foto che ritraeva una scena simile (reale), in un esposizione per la festa di liberazione Francese, ne rimasi inconsapevolmente incantato. In seguito riascoltando quelle parole musicate dagli YoYo Mundi mi riaffiorò la stessa emozione. Una fantastica vibrazione, un’incontro tra la dolcezza del gesto e la crudezza della guerra. Oggi quella frase la ritrovo citata in Confine di Stato, scritto da un ragazzo con il quale ho condiviso momenti della mia vita. E le emozioni riaffiorano…
Scritto da: iljap - http://iljap.splinder.com - in data 13-10-2006
Lo Xeres del Corsaro Nero
Ho letto Il Corsaro Nero di Emilio Salgari nello spazio perfetto di una giornata d'estate. Le ultime ore di lettura le trascorsi seduto su una poltrona rossa, a portata di mano una tazza da latte beige che riempivo di tanto in tanto d'acqua fresca. A un certo punto, mi ricordo, l'acqua nella tazza si tinse di rosso, come il vino di Xeres bevuto dai pirati della Folgore in una taverna di Maracaibo. Di lì a poco avrei sentito risuonare la spada del Corsaro contro quella del bravaccio con cui aveva dovuto ingaggiare un duello. E poi, più tardi avrei assisitito al terribile scontro, nella strada immersa nella notte, con un gruppo di destros, abili combattenti con le loro terribili navajas. Da quel giorno, per me, la lettura è attesa di un cambiamento di colore nella tazza
Scritto da: Melpunk - http://melpunk.splinder.com - in data 11-10-2006
L'arpa d'erba
Quando ho sentito parlare per la prima volta de L'ARPA D'ERBA? Forse molto prima dell'autunno in cui lessi IL BARONE RAMPANTE. Ho sempre pensato che Calvino fece arrampicare sugli alberi il suo Cosimo Piovasco da Rondò dopo aver letto Capote. So solo che a tutt'oggi, se dovessi essere costretto a scegliere un solo libro da portare con me in un'isola deserta, prenderei senza esitazione L'ARPA D'ERBA. Ne conosco a memoria l'incipit: *Quando ho sentito parlare per la prima volta dell'arpa d'erba? Molto tempo prima di quell'autunno in cui andammo ad abitare sul sicomoro. In un autunno molto remoto, dunque; e certo fu Dolly a parlarmene, perché nessun altro avrebbe pensato a quel nome: 'L'arpa d'erba'*.
Scritto da: Lucio Angelini - http://www.lucioangelini.splinder.com - in data 11-10-2006
Con Susan, a faccia in giu' nella neve.
Ho passato i giorni, con te, chiuso in quella cantina, Ricordo ancora l'umidita', e l'odore della paura, la paura di non uscirne vivo Sono stato li' con te, coi tuoi dieci anni, e abbiamo sofferto. Insieme. In attesa della salvezza, in attesa che le persone buone la' fuori ci venissero a liberare dall'orco che ci teneva prigioniere. Quell'orco che ci aveva rinchiuso qua sotto, nel buio. Insieme. Con le tue parole mi hai aiutato ad andare avanti, a continuare a sperare. Poi finalmente quell'incubo e' finito, e ci hanno liberato. E alla fine te ne sei andata, anche se ti ho pregato di restare. E di nuovo ho bagnato di lacrime quelle pagine, dove abbiamo vissuto. Insieme
Scritto da: kusanagi - http://lavitaenientaltro.splinder.com - in data 10-10-2006
Cent'anni ancora
Traboccava dal mio cranio, Macondo. Si spandeva oltre il limite fisico della mia stanza e ne ridisegnava i confini. Come una lava popolata di facce la vedevo fluire intorno ai miei piedi tra uova d'iguana e storie da dimenticare. Remedios ai piedi del letto e fuori un'estate afosa e di mezzo, provvisoria come una gioia solo ipotizzata, ma fatta di sangue e nervi. La mia felicità era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Come a crearle di nuovo, le cose. E poi tirar giù la mano, esausta per aver disegnato, senza saperlo, tutta una vita col dito.
Scritto da: Azael - http://www.terzadicopertina.com - in data 09-10-2006
L'insostenibile leggerezza dell'essere (mutando pelle)
Una storia: trovarsi schierati con un personaggio per affinità di sentimenti. Dieci anni dopo rileggerla e trovarsi dall'altra parte. Accorgersi che siamo in continua mutazione, che la vita ti porta quà e là tra le sue fronde al vento. Ho cambiato pelle, ho dovuto farlo per necessità. Prima non capivo le ragioni di Sabina, ma sentivo il dolore di Tereza e l'avrei abbracciata per confortarla. Cambiare visuale aiuta a capire sè stessi. Bisognerebbe sempre rileggere i libri che ci hanno dato forti emozioni, ma non basterebbe una vita sola. Ho cercato di abbandonare la mia pesantezza per accogliere la leggerezza dell'essere, non so se ci sono riuscita, ma qualcosa è cambiato. Forse non devo ringraziare Kundera per il mio cambiamento o forse sì. Fino alla prossima muta.
Scritto da: mynona - http://mynona.splinder.com - in data 09-10-2006
Amando
Più che un libro voglio raccontare l'emozione che mi ha regalato un libro. Ero in vacanza con il mio compagno, giorni di sole e mare. Quel libro era corposo e suggestivo e rappresentava qualcosa per entrambi... sentivamo il bisogno di condividerlo, così lo leggemmo assieme. La pagina aperta e noi due vicini, riga dopo riga. I sussulti, le lacrime, i sorrisi, furono contemporanei. Non mi sono mai sentita così unita a lui come in quella settimana di lettura. Merito dell'autore, della simbiosi che ci univa, del tempo a disposizione. E' stato come godere assieme un tramonto, una canzone, un film. Ma amando delle parole.
Scritto da: simichan - http://micia.splinder.com - in data 09-10-2006
sulla nostra pelle ..ma per me potrebbe essere sulle nostre palle!!
sulla nostra pelle,di Gaetano Azzolina, ricordo lo lessi una sera,dopo che appre si che alcune amiche mi avevano fatto il bidone,ero desolata,quel libro fu'una folgorazione,avevo 13 anni,da li scoprii chi era veramente l'uomo che mi aveva salvata,era un uomo onesto,sensibile,sincero,vero cosi' capi' che dovevo essere fiera di essere stata operata da un uomo che ebbe il coraggio di dire le cose come stavano su un mondo corrotto la sanita' fu' quel libro a farmi riflettere su chi era lui, e la fortuna che avevo nel conoscerlo che da lu potevo solo impararer,accettai quindi la mia malattia,e iniziai ad essere felice delle cose semplici che la vita mi dava e iniziai a godermi la vita grazie a lui e al meraviglioso libro
Scritto da: cristhina66 - http://www.bloggers.it/cristina66 - in data 09-10-2006
Cronaca tragica e ipnotica di un principe daltonico
La storia narra di un principe daltonico che scatenò un gran putiferio per non aver capito che tra l'essere e il non-essere c'è di mezzo il divenire nelle sue forme quotidiane. Pare che gli unici colori che distinguesse fossero il bianco, il bianco scheletrico del suo viso, e il nero, il nero delle sue vesti, delle coscienze infette e del marcio danese che è in ogni luogo; conviventi e irrimediabilmente opposti fino alla consumazione della sciagura. Il principe era tutto suo padre, fin nel nome, ma con una tensione nervosa che nel vecchio non si distingueva e una tendenza a non esserci che giorno per giorno lasciava vagare nel nero delle vesti solo ossa e nervi in in tensione. Ed alla fine tutto fu rosso cremisi. E poi di nuovo nero, come prima della creazione.
Scritto da: aitan - http://www.aitanblog.splinder.com/ - in data 07-10-2006
Lettera ad un amico cavaliere
All'Eccellentissimo Cavaliere Don Chisciotte de la Mancia, Scrivo alla Vostra amabilissima persona per ringraziarVi del Vostro coraggioso intervento che procurò il mio salvamento, liberando la mia anima afflitta dal terribile gigante, nomato Signore della Sofferenza, che mi tenea prigioniera nel suo castello di Savignone. Voi, presentandoVi a me, sul leggendario destriero, invincibile nella rilucente armatura, siete riuscito, con superba maestria, sagacia e ironia, a fugare dal mio petto ogni dolore. Caro, caro ed eroico amico, mai scordero il Vostro splendido animo e il Vostro fulgido cuore.Devotamente Vostra Sua Altezza Serenissima La Principessa sul Pisello
Scritto da: Princy60 - http://www.laprincipessasulpisello.splinder.com - in data 07-10-2006
una scelta di vita.
Il confine tra adolescenza e maturità, la voglia di partecipare e la necessità di essere preparati a farlo, la sensazione che le cose non sono mai scontate e la rivoluzione non si fa nel tempo libero. Passione e durezza. Cuore e cervello. Ho scoperto scritte queste sensazioni che stavo maturando nel libro di Giorgio Amendola , Una scelta di vita, capitato per caso nelle mie mani alla fine del Liceo alla fine degli anni 70. Un personaggio che tra i nostri amici e compagni veniva considerato il contrario del Movimento: riformista, liberale. Una frase offensiva per definire le deviazioni politiche era infatti tra noi: amendoliano di destra. Eppure la tensione morale che emergeva dalla vita di un giovane esuberante e ribelle ci faceva fare i conti con le scelte e i comportamenti.
Scritto da: pasqualeorlando - http://pasqualeorlando.blogspot.com - in data 07-10-2006
Soliloquio post mortem del principe Salina
Ammettiamo pure che nel delirio premorte mi appaia una signora in marrone tutta velata;ammettiamo che io le alzi il velo e lei mi si mostri, come dice Tomasi, più bella di come mai. Tu sei pazzo caro autore, pazzo o falso. Se quella signora è la morte -e lo è- allora altro che bella: è un teschio orrendo con le orbite vuote ed i denti gialli. Tomasi mi ha fatto passare per un uomo pieno di sensi di colpa, che si sente vecchio e superato, solo in attesa della morte. Balle, fantasie di autore. Io amavo la vita, le donne, il mio mondo ed il timballo di maccheroni. Ovviamente non potevo che finire con la pressione alta E sono morto come muoiono tutti gli uomini: incazzato per la dipartita ! Altro che signora in marrone bella come non mai!
Scritto da: Raffaele Abbate - http://mianonnaincarriola.splinder.com - in data 07-10-2006
Consigli da Montalbano
Ma lo sentite tanticchia lu sciauru di Arancini siciliani? Ottimi, veramente! Ne aspettiamo la cottura mentre a tenerci compagnia c’è Salvo Montalbano, l’esperto commissario di Vigata. Lui pirsonalmenti è solito andarsi a corcare con un libro e ce ne consiglia macari qualcuno. La gita a Tindari per fare un bel viaggio; la voce del violino per dari addensia a na musica nova; l’odore della notte per far addrummisciri li pinsèri; la forma dell’acqua per farsi persuasi che l’elementu muta signo e cangianza, svacantandu cati e pirsone, e dove la fimmina svidisa - chi billizza - si arrimina dintra una sparluccicante Ferrari ... Pronti? Gnorsì! Tutti all’osteria San Calogero allora, perché entrano a triatro i piaceri della tavola e se a taluno gli venisse gana, portasse pure un bummulu per pruire vino!
Scritto da: Florianopolis - http://www.epicuracanto.splinder.com - in data 05-10-2006
Somministrare con moderazione
Il Libro dei libri è quello che nella mia libreria non c’è mai stato. Non è che non sia stato scritto, non è che non l’abbia trovato, è molto più semplice: il mio libro vive sul comodino. Ha un posto speciale visibile, ma ne ha uno ancora più privato nel mio cuore e nei miei pensieri. Niente di insolito, è Poesie di Jacques Prévert. Alla sera lo apro e ne respiro un po’,e mi pare di poterne cogliere addirittura consiglio. Oggi, ad esempio, lo sfoglierò con voi. LE PIU’ CORTE CANZONI … L’ uccello che mi canta nella testa / e mi ripete che l’amo / e mi ripete che m’ami / l’uccello dal noioso ritornello / l’accopperò domattina.
Scritto da: Antonella Sassanelli - http://laltragradi.splinder.com - in data 05-10-2006
Oceano Mare
Un’onda anomala mi colpiva al cuore ed emozionava, fino allo stremo. Non credevo potesse cogliermi tale stordimento annegando nelle profondità dell’anima e nelle pagine sinuose e surreali di un libro. In quel momento il suo profilo ricordava, struggente e appassionato, il fantasma di un amore distante. Strida di gabbiani, spume sciabordanti, distese immense d’azzurro agitavano me e la locanda Almayer, disperato approdo di vite vissute. Maturava così un legame solido che si nutriva per dispersione di frammenti, citazioni, echi della memoria instabile, duplicità di apparizioni e sparizioni. Una riva scopriva complessi percorsi e orme fornite di un doppio bordo. Uno prudente, conforme, plagiario, e un altro bordo, mobile, vuoto, atto a prendere e perdere ogni contorno. Lì attendevo tornasse la quiete.
Scritto da: Florianopolis - http://www.epicuracanto.splinder.com - in data 05-10-2006
I sensi incantati
Il cuore oscuro dell'universo lo sentii pulsare nell'anima. Le pagine tra le mie dita divennero liquide: il lago degli eventi futuri. Mi specchiai e riconobbi il volto androgino, con le stimmate della seduzione. Quasi annegai per afferrarne le righe, impossessarmene. Senza respiro raccolsi sul fondo tutti i miei oggetti, ancora vibranti di sottili incantesimi. Riaffiorai e finalmente compresi che mi aveva amato sul serio. Ma lui sapeva farlo solo così. Scrivendo. Quando mi diceva «non capisci» non li capivo davvero i suoi silenzi. Le sue assenze erano pagine che una dopo l’altra andava componendo nel percorso della nostra storia. Averlo saputo prima!
Scritto da: Mexi - http://maramouse.splinder.com - in data 04-10-2006
20.000 leghe sotto i mari
Se ora sono qui lo devo al libro di Verne. Fu proprio quel libro a farmi dedica- re la vita alla scienza. Ero affascinato più che dal capitano Nemo, dalla sua padronanza della tecnologia e il viaggio del Nautilus nelle profondità abissali ha sempre coinciso con la mia idea di vera libertà. Il fatto che poi mi sia ci- mentato con il teletrasporto quantico ne è stata la diretta conseguenza. Quando il teleporter ha funzionato per la prima volta, non ero interessato ai soldi che mi avrebbe fruttato, ma alla variabile T, il tempo. Appena arrivai in questa epoca, professor Arronax, con la mia conoscenza fu semplice costruire il battello e... - Capitano! Fumo all'orizzonte! - ...mi scusi professore, ora dovrei affondare una nave. Chiudere i boccaporti! Allagare le camere...
Scritto da: aquatarkus - http://isolavirtuale.splinder.com - in data 04-10-2006
Ho sempre sognato di conoscere il signor Tyrynnanzy
C'era quest'omino qui il cui cognome si scriveva con tre ipsilonni. C'era una pagina 28 con l'impronta di una mano e la scritta: Mojo per la libertà C'erano la Ada e la Luisa e la Virginia, tre sorelle che l'avresti strozzate. C'era lo scherzo della minestra all'anilina. C'era la canna da pesca nella bocca dello zio Venanzio. C'era il cane della zia Bettina, che finiva colorato di rosso ben gli sta. C'era il Gino Viani che urla: La mia vita è spezzata ma non era vero niente perché se avesse avuto la vita spezzata non avrebbe potuto continuare a camminare avanti e indietro per la stanza. C'era Gian Burrasca e c'ero io. Coi miei sogni e il primo sapore di libertà.
Scritto da: Gigi Massi - http://www.parolibero.com - in data 03-10-2006
La ragazza che aveva un orecchino e pure di perla
Scelsi il libro perchè ognuno ha una perversione.La mia è l'arte. Ammarai nelle sue pagine, ignorando il film tratto dal romanzo di T.Chevalier. Mi ammaliò per quella passione consumata più nel silenzio che tra le parole. Una ragazza è costretta a cercare lavoro.Lo trova presso la casa di J.Vermeer. Là viene amata.Odiata.L'habitat dell'affermato pittore la seduce. Il loro incontro cambierà due vite: entrambe sono animati dalla curiosità. Complici della loro storia le alchimie di colori e gesti.Un clima ineludibile. La ragazza vince le resistenze:non si sottrae alla proposta di un ritratto. E si abbandona al volere dell’artista.Si buca anche l'orecchio.E posa. Lui la ritrae, ma con la bocca semiaperta. Una posa scandalosa.Senza appello.
Scritto da: Marzia - http://alchimie.splinder.com/ - in data 02-10-2006
Abbiamo tutti una data di scandeza e un codice a barre.
Costava 26.900£ ed era il titolo. 26.900£ di Beigbeder. Oggi 13,89€. Oggi si vende tutto. La vita ai saldi. Un spot per vivere, uno per morire. Io e Octave. Pubblicitari sulla stessa barca. Una vita da creativi. Perchè riusciremmo a vendere la merda ad uno stitico pur di farlo felice. Perchè noi vogliamo farvi felici. Con un deterivo smacchiante. Uno spazzolino. E io vendo la mia vita. Parole, amore, scoregge. Come tutti d'altronde. La vostra vita è in vendita nei migliori centri commericiali. E non lo sapete. Vi venderemo anche il nostro cuore, rotto. Le donne: gli spot più efficaci. Voi non comprereste mai un divano nuovo se non vi servisse. Ma se la Bellucci ve la da in cambio di un divano nuovo, cosa fareste ?
Scritto da: Pisa - http://www.provaciancorapisa.blogspot.com - in data 02-10-2006
Prova con citazione dantesca
Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lanciallotto, come amor lo strinse: soli eravamo e sanza alcun sospetto. Per più fïate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante.
Scritto da: Stragatto - http://notturnodallitalia.splinder.com - in data 30-09-2006
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