Lavoro – Piu blog https://www.piublog.it Sat, 12 Jun 2021 16:27:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.3 Boom di richieste per la cremazione https://www.piublog.it/boom-di-richieste-per-la-cremazione/ Sat, 12 Jun 2021 16:27:46 +0000 https://www.piublog.it/?p=280 Le richieste per la cremazione sono sempre in aumento. Dopo soprattutto le aperture da parte della CEI e dei vescovi italiani per la cremazione di parenti e amici, le richieste sono aumentate sempre di più. Ma perché sono sempre in più coloro che vogliono essere cremati? Scopriamolo insieme! Perché le richieste di cremazione sono sempre …

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Le richieste per la cremazione sono sempre in aumento. Dopo soprattutto le aperture da parte della CEI e dei vescovi italiani per la cremazione di parenti e amici, le richieste sono aumentate sempre di più. Ma perché sono sempre in più coloro che vogliono essere cremati? Scopriamolo insieme!

Perché le richieste di cremazione sono sempre di più?

La cremazione è una pratica sempre più richiesta per parenti ed amici, o direttamente dal proprio defunto. Questa tecnica è apprezzata prima di tutto perché è molto più rapido ed igienico. In questo modo si ha la possibilità di non dover tumulare i propri cari sottoterra o comunque in una bara tra le fila di cemento del cimitero.

Con la cremazione non bisogna aspettare 10/20 anni per spostare poi le ceneri all’interno di un ossario. Ma con la cremazione si possono mettere direttamente nelle celle destinate agli ossari nel cimitero. Oppure si possono conservare le ceneri all’interno di un’urna.

Un altro vantaggio della cremazione è dato dai costi. Infatti, rispetto all’organizzazione della tumulazione classica, la cremazione permette di ridurre notevolmente le spese dell’intero funerale.

Le statistiche affermano che il trend saranno sempre più scelte da parte dei parenti del defunto e cresceranno del 30%, in quanto la cremazione come abbiamo visto presenta diversi vantaggi in termini economici e igienici.

Come avviene la cremazione?

Ci sono molte persone che vorrebbero affidarsi alla cremazione una volta decedute o che vogliono cremare i loro cari, però non sanno come funziona esattamente questa pratica della cremazione. La cremazione prevede delle regole specifiche. Prima naturalmente serve una bara anche di legno semplice in cui mettere il corpo al suo interno.

Il corpo successivamente viene portato al forno crematorio, e questo viene bruciato a una temperatura pari a 1.100 gradi. Questa temperatura permette un processo di calcinazione, che lascia solo la polvere e alcuni elementi ossei di piccole dimensioni. In presenza di otturazioni, di altri componenti metallici all’interno del corpo questi vengono precedentemente eliminati grazie a un magnete che li attira, prima di bruciare il corpo.

Come richiedere la cremazione del proprio corpo?

Per ottenere il via con la cremazione è necessario attestare la volontà del defunto di farsi cremare. Per dimostrare la volontà di essere cremati è possibile lasciare dei documenti specifici come:

  • Testamento redento dal notaio
  • Testamento olografo datato e firmato di pugno
  • Iscrizione ad un’associazione pro-cremazione

In tutti questi tre casi, si attesta in modo inequivocabile la volontà che una volta defunti ci si voglia far cremare. In ogni caso, si ha la possibilità anche d’indicare la volontà di disperdere le ceneri e di affidarle a un partner, a un amico, a un parente prossimo.

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Cos’è la caldaia a camera stagna https://www.piublog.it/cose-la-caldaia-a-camera-stagna/ Tue, 25 May 2021 12:53:13 +0000 https://www.piublog.it/?p=257 Cos’è la caldaia a camera stagna? La caldaia a camera stagna è un tipo di dispositivo che permette un tiraggio forzato prelevando direttamente l’aria dall’esterno. Grazie alla possibilità di effettuare il tiraggio dall’esterno e non dalla zona nella quale è stata installata. Questa caldaia può essere riposta anche all’interno e in spazi piccoli, l’importante è …

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Cos’è la caldaia a camera stagna? La caldaia a camera stagna è un tipo di dispositivo che permette un tiraggio forzato prelevando direttamente l’aria dall’esterno. Grazie alla possibilità di effettuare il tiraggio dall’esterno e non dalla zona nella quale è stata installata. Questa caldaia può essere riposta anche all’interno e in spazi piccoli, l’importante è che questi siano ventilati in modo opportuno.

Caldaia a camera stagna: cos’è

La caldaia a camera stagna, come riportato dalla terminologia, è impiegata a definire un tipo di caldaia con una specifica camera di combustione. La camera per la combustione è un vano che si trova tra lo scambiatore di calore e il bruciatore, dove avviene di conseguenza la miscelazione tra il gas e l’aria comburente. La combustione successivamente viene innescata da parte di una fiamma pilota.

Dal punto di vista della forma e dell’estetica la caldaia a camera stagna si presenta come le altre. Mentre, come accennato, cambia il tipo di tiraggio. Per quelle a camera stagna che possono essere installate all’interno dell’abitazione, l’aria può essere presa dall’esterno e non dall’ambiente interno.

Caldaia a camera stagna: come funziona?

Come funziona una caldaia a camera stagna? Come accennato questa ha un funzionamento specifico, ossia sono caratterizzate da un vano della combustione con chiusura ermetica. Questo è isolato completamente dall’ambiente circostante. In questo modo è possibile evitare la dispersione del monossido di carbonio all’interno del locale, o di altre sostanze che potrebbero essere nocive per la salute.

L’aria comburente che viene attirata dall’esterno mediante un tiraggio forzato viene impiegato da un sistema di ventilazione che si preoccupa d’espellere tutti i fumi di scarico. La combustione avviene, come un modello a camera aperta, ossia attraverso una fiamma pilota che accende la miscela del metano e dell’aria al fine di produrre il calore che serve per il riscaldamento dell’acqua.

Perché scegliere una caldaia a camera stagna?

Una caldaia a camera stagna al momento risulta essere tra le scelte più indicate. In quanto dal 2015, le caldaie a camera aperta, conosciute anche con il denominativo “tipologia B”, sono uscite dalla produzione. Infatti, da quando è entrata in vigore la nuova Direttiva Ecodesign, ossia, la norma europea ERP del 2009 125/CE. Il termine ultimo per installare una caldaia a camera aperta è stato a settembre del 2018. Quindi oggi nel 2020 è necessario installare una caldaia a camera stagna, o comunque che sia più ecologica e prestante dal punto di vista energetico.

Le caldaie a camera stagna offrono dei rendimenti superiori rispetto a quelle vecchie, il fattore consumo è favorevole rispetto a quelli che si utilizzavano una volta. Come abbiamo visto, lo sfruttamento del calore latente dei fumi consente di abbattere i costi e i consumi ottenendo un risparmio significativo in bolletta. Rispetto ai vecchi impianti tradizionali, il risparmio energetico generato da una caldaia a camera stagna va dal 15 fino al 30% circa.

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ESISTONO ANCORA I RITI D’AMORE? https://www.piublog.it/esistono-ancora-i-riti-damore/ Mon, 29 Mar 2021 16:58:11 +0000 https://www.piublog.it/?p=236 C’era una volta la strega cattiva che addormentava la principessa con un incantesimo che solo il bacio di un principe avrebbe rotto. C’era una volta la fatina buona che rendeva la povera orfanella così affascinante da rapire letteralmente il cuore di un re. Queste sono le fiabe che si raccontano ai bambini ancora oggi. Ma, …

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C’era una volta la strega cattiva che addormentava la principessa con un incantesimo che solo il bacio di un principe avrebbe rotto. C’era una volta la fatina buona che rendeva la povera orfanella così affascinante da rapire letteralmente il cuore di un re. Queste sono le fiabe che si raccontano ai bambini ancora oggi. Ma, al di là della fantasia e degli antichi rituali, esistono ancora oggi i riti d’amore?

Sicuramente in certi ambienti la magia – o presunta tale – si pratica ancora, come nel Medioevo, con la stessa passione. E molte persone vanno dal “mago” a chiedere rituali ben precisi. Non tutti questi riti sono conosciuti, perché ben poco esce dagli studi di questi operatori. Quel che sappiamo è che comunque la gente ci crede sempre. E come disse qualcuno, se ci credi … funziona.

 

Cosa sono i riti d’amore?

I cosiddetti “riti d’amore” sono formule e rituali, a volte semplici filastrocche, che esprimono un desiderio e una preghiera affidati però a canali diversi da quelli della religione tradizionale. Il riferimento è sempre Dio, ma il mago si pone come mediatore tra il richiedente e il Supremo. Di solito si tratta di “incantesimi” che devono portare la persona amata ad accorgersi dell’amante … il quale è spesso troppo timido per andare a farsi notare o a parlare con l’altra direttamente. Si tende quindi a “svegliare” un cuore addormentato, oppure a “risvegliarlo” se l’amore è finito o si è appiattito. Lo scopo è quello di rinforzare il legame.

 

Quali riti d’amore esistono ancora oggi?

Ancora oggi esistono i riti d’amore. Vengono chiamati “legamenti d’amore, proprio perché servono a legare, a rinsaldare l’affetto già esistente. O a farlo nascere. Nei tempi moderni si tratta quasi sempre di riti legati all’oroscopo oppure al contatto. L’oroscopo della persona da conquistare viene sottoposto allo studio del mago che predice il momento “favorevole al cosmo” perché inizi il lavoro di conquista. In questo caso, il mago indica una via ma il richiedente dovrà seguirla con i propri mezzi.

I rituali di contatto, invece, delegano tutto al mago. Lui deve conoscere la persona tramite fotografie, ciuffi di capelli o oggetti a lei cari e creare un incantesimo su di essi. Tale incantesimo raggiungerà l’anima della persona attraverso quegli oggetti ed essa si accorgerà del corteggiatore e proverà per lui una improvvisa simpatia. Certamente nascerà un amore, ma bisogna capire se è bello sapere che quella persona ama solo perché “incantata” e non per un vero interesse … .

Funzionano veramente?

La regola ferrea è che i rituali magici vanno fatti praticare a chi se ne intende. Mai fare da sé. Con i poteri occulti non si scherza. Come per ogni cosa, anche per i riti magici occorre molta pazienza perché agiscono nel tempo e senza fretta, dunque chi li richiede deve anche mettere in conto una certa attesa. Potrebbe durare pochi giorni o qualche mese. Sembra banale dirlo ma, mai come in questo caso, “sarà il tempo” a dire se funzionano o no.

 

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L’agenzia funebre, un lavoro che non conosce crisi https://www.piublog.it/lagenzia-funebre-un-lavoro-che-non-conosce-crisi/ Sun, 08 Mar 2020 18:30:33 +0000 https://www.piublog.it/?p=103 Il lavoro delle onoranze funebri non risente della crisi. Purtroppo, infatti, la natura ci ha fatto mortali e di conseguenza la presenza di un evento che non si può evitare – quale appunto è la morte – fa sì che di conseguenza il lavoro delle onoranze funebri non smetta mai di essere sulla cresta dell’onda. …

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Il lavoro delle onoranze funebri non risente della crisi. Purtroppo, infatti, la natura ci ha fatto mortali e di conseguenza la presenza di un evento che non si può evitare – quale appunto è la morte – fa sì che di conseguenza il lavoro delle onoranze funebri non smetta mai di essere sulla cresta dell’onda.

Per questo motivo in genere si dice che i lavori nell’ agenzia funebre non conoscono crisi né diminuzione dei clienti o degli affari. Di certo il settore delle onoranze funebri è un business di un certo tipo dove la clientela non viene mai meno, ma questo non è sufficiente. 

Oggi infatti il mondo delle agenzie funebri è in continuo mutamento, sulla base dei cambiamenti della mentalità e della società, alle quali questo settore è molto collegato. 

Negli ultimi anni, in conseguenza alla liberalizzazione, il mercato delle onoranze funebri è cambiato: sono diventati più di 6mila, da 3mila che erano, gli operatori nel Paese. Questo rende il mercato molto concorrenziale, ma non necessariamente di qualità. Anzi, come si lamenta chi è nel settore da anni, la concorrenza è molto, troppo agguerrita e spesso avvengono comportamenti scorretti, soprattutto se si pensa alla delicatezza della materia di cui si occupano le agenzie funebri.

Servizi Agenzia funebre

 Oggi un’agenzia funebre è in grado di restare a galla se riesce a proporre un servizio completo e che, in un momento delicato come quello della morte, si dimostri professionale e rispettoso. Non solo: bisogna anche saper proporre servizi di diverso tipo che si sposino con le esigenze diverse dei vari clienti.

Si pensi ad esempio alle varie confessioni religiose, a chi vuole invece un’onoranza funebre laica, e via dicendo: una buona agenzia funebre deve tenere conto del fatto che esistono tante sensibilità e fedi diverse di fronte alla morte e deve essere pronta ad andare incontro, nei limiti del possibile, alle esigenze varie della clientela.  

Le tradizioni si evolvono, anche quelle relative alle esequie funebri: quindi una agenzia oggi per poter rimanere nel settore deve saper affrontare le sfide dei cambiamenti che derivano dalla modernità. Se è vero che la clientela non manca mai alle agenzie funebri, è vero anche che anche in questo settore c’è molta concorrenza e bisogna sapersi innovare ed essere flessibili, mantenendo però sempre il rispetto e la professionalità richiesta per il settore, per rimanere a galla. 

Non solo: il settore delle onoranze funebre deve anche saper incontrare una domanda sempre meno disposta, per motivi economici, a funerali sfarzosi e molto ricchi. Oggi c’è una buona domanda di riti più economici, con bare meno costose e minori addobbi funerari: per questo motivo bisogna essere in grado di presentare una vasta gamma di servizi che soddisfino anche le esigenze di chi cerca un buon servizio ad un prezzo abbordabile. Infatti c’è concorrenza anche nel settore dell’agenzia funebre, e sempre più persone controllano bene i prezzi ed i listini prima di scegliere a chi affidare le esequie della persona cara. 

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Muffa dal soffitto? È il momento di rifare il tetto? https://www.piublog.it/muffa-dal-soffitto-e-il-momento-di-rifare-il-tetto/ Sun, 08 Mar 2020 18:24:58 +0000 https://www.piublog.it/?p=98 La muffa è un problema col quale prima o poi tutti hanno  avuto a che fare. Le infiltrazioni di muffa specie sul soffitto sono un problema molto frequente soprattutto nelle case vecchie o in quelle posizionate in luoghi molto umidi. Se non c’è un adeguato sistema di rivestimento ed isolamento del tetto, il soffitto comincia …

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La muffa è un problema col quale prima o poi tutti hanno  avuto a che fare.

Le infiltrazioni di muffa specie sul soffitto sono un problema molto frequente soprattutto nelle case vecchie o in quelle posizionate in luoghi molto umidi.

Se non c’è un adeguato sistema di rivestimento ed isolamento del tetto, il soffitto comincia a riempirsi di muffa che oltre ad essere esteticamente sgradevole, all’olfatto ha odore pessimo ed  è anche pericolosa per la salute, in altre parole deve essere assolutamente eliminata.

La muffa è un organismo pluricellulare, funghi per la precisione, che si riproduce per mezzo di spore, Le spore delle muffe possono causare problemi respiratori soprattutto ai bambini, agli anziani, e a tutti coloro che hanno un sistema immunitario debole.

Può avere diversi effetti sullo stato di salute umana, per questo è sempre bene cercare di eliminarla il prima possibile. La muffa sul soffitto è spesso segno della presenza di infiltrazioni di umidità (quando l’umidità nell’aria supera il 55%) ed è favorita anche dalla mancanza di luce e di sole ed aria.

In alcuni casi le infiltrazioni di muffa dal soffitto possono essere particolarmente estese e spesso sono sintomo del fatto che c’è qualcosa che non va e deve essere sistemato. Spesso infatti quando si forma la muffa sul tetto potrebbe essere un avvenimento del fatto che il soffitto non è molto isolante e non è composto da materiali in grado di fermare e bloccare il problema.

Oppure è dovuto ad una grave infiltrazione d’acqua.

Ecco i casi possibili per cui riscontriamo muffa:

  • E’ entrata acqua dal soffitto e non si asciuga completamente
  • Umidità e poco ricircolo d’aria
  • Tetto non isolante

Cosa fare in casi simili? In alcune ipotesi la soluzione migliore contro le muffe è quella di rifare completamente il tetto, non di eliminare solo la muffa sul muro con la scartavetra o vari prodotti antimuffa e poi ritinteggiare tutto.

Il muro, anzi la muffa che si vede sul muro è solo la punta dell’iceberg del problema, non è il problema stesso.

Dobbiamo per prima cosa individuare cosa l’ha causata e dopo intervenire in modo risolutivo.

In molti casi, purtroppo, è necessario procedere con sistemi isolanti nel tetto.

 

Rifare il tetto contro la muffa

Quando si capisce che il tetto ormai non è più nelle condizioni di poter sostenere l’umidità ed isolare la casa?

  • Quando ci sono delle infiltrazioni di acqua dal soffitto o si crea della condensa.
  • Quando si comincia a notare la formazione di muffa negli angoli del soffitto.
  • Quando il tetto non è in grado di isolare dal freddo o dal caldo la casa.
  • Quando si ha spesso bisogno di intervenire con manutenzioni per sistemare il tetto.

La formazione di muffa è uno dei sintomi più evidenti del fatto che il tetto non è in grado di reggere e isolare dall’esterno e che l’umidità passa attraverso i materiali, raggiungendo la casa. In tutti questi casi può essere opportuno ragionare sulla possibilità di sostituire il tetto con prodotti isolanti e materiali moderni che evitano la formazione della muffa.

In commercio abbiamo tantissime soluzioni, materiali leggere e altamente performanti, basti pensare alla lana di vetro, a pannelli isolanti termici, a vernici antimuffa, il consiglio però è sempre quello di risolvere prima il problema e poi pensare ai materiali, affidarsi ad esperti del settore edile è fondamentale, a Roma  abbiamo https://www.edilromasrls.it/, specializzata nel rifacimento di tetti condominiali.

Il periodo migliore per rifare il tetto è quello del tempo stabile, primavera ed estate, anche se non ci sono controindicazioni sul rifacimento durante la stagione fredda.

Rifare il tetto di casa consente di proteggere al meglio l’abitazione dalle intemperie e dall’esterno. In alcuni casi è una mossa fondamentale anche per preservare la salute degli abitanti, ed inoltre permette di aumentare anche il valore dell’abitazione. Il tetto rifatto previene le infiltrazioni dell’acqua e dell’umidità e di conseguenza anche la formazione della muffa.

Inutile, infatti, eliminare di volta in volta la muffa se comunque continua a formarsi nelle zone dove c’è umido. La soluzione migliore è quella di intervenire direttamente sulla struttura per poter migliorare sia le condizioni dell’isolamento dal calore e dal freddo, sia l’infiltrazione dell’umidità che è molto dannosa per la salute.

Rifare il tetto contro la muffa è un investimento vantaggioso che comporta un maggior risparmio in termini di isolamento termico e salubrità dell’ambiente, oltre ad incrementare il valore della casa grazie ad un lavoro di questo tipo.

Oggi inoltre è possibile utilizzare in tetto per innovare tecnologicamente il nostro palazzo, possiamo montare dei Pannelli Solare che hanno diverse funzioni:

  • Risparmio energetico
  • Bonus energetico statale
  • Maggior protezione del nostro tetto

E’ risaputo che lavori di implementazione e risparmio energetico sono soggetti ad agevolazioni statali e che il prezzo di vendita dell’immobile subisce una grande impennata di prezzo.

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Clienti che non pagano: come difendersi legalmente https://www.piublog.it/clienti-che-non-pagano-come-difendersi-legalmente/ Sun, 08 Mar 2020 17:07:37 +0000 https://www.piublog.it/?p=73 I clienti che non pagano sono uno dei peggiori incubi degli imprenditori e liberi professionisti. Un cliente che non paga consiste in una fonte di stress anche psicologico e personale, oltre che in un danno economico non di poco conto, specialmente quando si debbano anticipare delle spese importanti per il lavoro. Non stupisce quindi che …

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I clienti che non pagano sono uno dei peggiori incubi degli imprenditori e liberi professionisti. Un cliente che non paga consiste in una fonte di stress anche psicologico e personale, oltre che in un danno economico non di poco conto, specialmente quando si debbano anticipare delle spese importanti per il lavoro.

Non stupisce quindi che moltissime persone vogliano sapere come difendersi dai clienti che non pagano.

La regola base è sempre quella di cercare di mantenere la calma, per non compromettere le sorti di un rapporto che, in molti casi, può essere sistemato. Avere pazienza, anche se comprendiamo che a volte sia difficile, è quindi necessario.

Ecco quindi la scaletta dei comportamenti da tenere in modo impeccabile se un cliente non paga.

Inviare un sollecito verbale

Se dopo qualche giorno dalla prestazione del servizio (o meglio ancora, se avevate stabilito una data per il pagamento) il cliente non ha ancora saldato, non siate mai aggressivi. Potrebbe anche essere semplicemente successo che il cliente si sia dimenticato, non è mai bene partire prevenuti. Una telefonata, una e-mail gentile e dal tono conciliante che ricordi l’importo da saldare, è il passo migliore da fare.

Il sollecito di persona

Se il sollecito verbale, dopo un ragionevole lasso di tempo, non ha ancora prodotto alcun effetto, allora è meglio presentarsi di persona. Cerca di ottenere un incontro diretto, anche per farti un’idea in prima persona della situazione del cliente. Avvisa il cliente del ritardo e, sempre in modo gentile, spiegagli che attendi il saldo puntuale, così come puntualmente hai prestato il servizio.

Il sollecito scritto

Se neppure questa fase ha funzionato o se incontrare di persona il cliente è impossibile, è ora di passare alle maniere… tacciabili. Invia una e-mail ufficiale o una raccomandata con ricevuta di ritorno perché non vi sia alcuna incomprensione o fraintendimento successivo. Richiedi chiaramente, e sempre educatamente, il pagamento: questa è la prova legale (semmai ve ne fosse bisogno in seguito) del fatto che non sei stato pagato per tempo ed hai inutilmente provveduto al sollecito.

Passare alle vie legali

Se neppure la raccomandata o la mail Pec ha prodotto nessun risultato, valuta di rivolgerti ad un avvocato. Questa è la soluzione più scomoda, dovrai valutare se conviene economicamente rivolgersi ad un legale o meno. Ovviamente ti costerà in termini di tempo e di denaro.

Tieni presente che, se sei arrivato a questo punto, forse è ora di cambiare l’impostazione del pagamento, ad esempio stabilendo chiaramente un acconto (magari del 40 o 50%) a inizio lavoro, almeno per anticipare le spese.

In questo modo potrai eliminare da subito quei clienti che non sono minimamente disposti a pagare sin dall’inizio della collaborazione (e purtroppo esistono) e in caso le cose vadano male, non avrai perso l’intero importo del lavoro. Non avere paura a rifiutare quei clienti che non ti convincono e che immagini potranno darti problemi nella fase del pagamento: non vale davvero la pena rimettere soldi, tempo e anche energie e stress per persone simili.

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Le macumbe cosa sono? https://www.piublog.it/le-macumbe-cosa-sono/ Sat, 01 Feb 2020 18:37:23 +0000 https://www.piublog.it/?p=60 Quando si parla di ‘Macumba’, subito viene in mente un rituale negativo e dannoso per mezzo del quale una persona viene maledetta attraverso la magia nera, seguendo una tradizione e religione sincretista e spiritista. In effetti la Macumba nella terminologia occidentale è il malocchio, quindi una maledizione che vuole portare sfortuna, dolore, morte, malattia o …

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Quando si parla di ‘Macumba’, subito viene in mente un rituale negativo e dannoso per mezzo del quale una persona viene maledetta attraverso la magia nera, seguendo una tradizione e religione sincretista e spiritista.

In effetti la Macumba nella terminologia occidentale è il malocchio, quindi una maledizione che vuole portare sfortuna, dolore, morte, malattia o povertà su chi la riceve. Si tratta di una pratica religiosa diffusa nell’America meridionale, soprattutto in Brasile, ma di origine africana e ancora oggi diffusa anche in diversi stati del continente nero.

macumba

La Macumba è il frutto di culti sincretici che sono un mix di credenze africane e delle religioni locali con alcuni elementi del cristianesimo, tanto che se ne possono distinguere di diversi tipi. La religione che permette la Macumba spesso è spiritista, ha un grande culto delle anime dei morti e spesso si praticano anche sacrifici e rituali abbastanza cruenti, anche se questi riti possono in alcuni casi avere significati positivi.

Etimologia del termine Macumba

Il termine Macumba deriva dal Bantu e significa semplicemente ‘magia’, tuttavia come abbiamo visto si tratta di una specifica pratica di magia nera che vuole portare maledizione su chi la riceve. In Brasile viene usata soprattutto nella sua accezione negativa di maledizione, malocchio, mentre i credenti invece usano questo termine come sinonimo di magia, senza una particolare accezione positiva o negativa.

Anche in italiano ed in occidente Macumba è sinonimo di malocchio, una parola che evoca subito potere, magia nera, occulto e mistero. Anche in Italia c’è stato il caso di soggetti che sono stati oggetto di Macumba da parte di africani, e che di conseguenza venivano ‘maledetti’. In ogni caso, oggi come oggi col termine Macumba si fa riferimento ad un feticcio, al maleficio ed alla magia nera, anche se come stiamo per vedere in alcuni casi questo termine non ha accezione nettamente negativa ma anzi, può anche avere lo scopo di portare prosperità e fortuna.

Tuttavia il concetto di Macumba in Occidente è spesso inquinato dalle rappresentazioni cinematografiche che lo rappresentano come una forma di violenza e di maleficio.

Le Macumba per la prosperità

In senso lato, la Macumba non è solamente la maledizione ma anche un vero e proprio complesso di riti dei culti spiritistici del Brasile, che derivano dalla tradizione americana.

In questi riti, le Macumba sono utili per liberare dal male le persone che si credono essere possedute e in genere si tratta di riti a base di danze e di musiche che sono spinte fino a che le persone non raggiungono un vero e proprio stato di trance, momento nel quale si ritiene che le persone siano state raggiunte dagli antenati o possedute dalle divinità dei defunti.

La Macumba consiste anche in un complesso di rituali che sono usati per ottenere fortuna e prosperità e buona sorte, quindi possiamo capire come possono anche assumere un significato diametralmente opposto a quello che spesso viene loro attribuito dalla cultura occidentale dove spesso sono considerati sinonimo di maledizione, maleficio e via dicendo.

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Cosa sono le ferie solidali? https://www.piublog.it/cosa-sono-le-ferie-solidali/ Mon, 02 Sep 2019 08:25:53 +0000 http://piublog.it/?p=8 Il Jobs Act ha introdotto un nuovo istituto nel mondo del diritto del lavoro, noto col nome di ferie solidali. Questo istituto, che trova la sua disciplina nell’art. 24 del Jobs Act (d. lgs. 151/2015, “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in …

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Il Jobs Act ha introdotto un nuovo istituto nel mondo del diritto del lavoro, noto col nome di ferie solidali. Questo istituto, che trova la sua disciplina nell’art. 24 del Jobs Act (d. lgs. 151/2015, “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”), prevede la possibilità per i dipendenti di regalare ai colleghi dei giorni di ferie, laddove essi ne abbiano bisogno. Si tratta di una disposizione a costo zero per lo Stato, simbolo di solidarietà fra colleghi, ma sottoposta comunque ad alcune regole che tutelano il diritto minimo al riposo di ogni lavoratore.

La “Cessione dei riposi e delle ferie”, che è un istituto disciplinato anche dal diritto francese al quale il nostro si è ispirato, consente ai lavoratori di cedere – sempre e solo a titolo gratuito – i loro riposi e le ferie a dei colleghi che ne abbiano bisogno per assister i figli minorenni che abbiano necessità di cure costanti e problemi di salute.

La cessione delle ferie è possibile sempre nei limiti che sono contenuti nei contratti collettivi.

ferie solidali

A chi cedere le ferie solidali?

Le ferie solidali sono un istituto che vige sia nel lavoro pubblico che in quello privato, sotto questo punto di vista quindi non c’è differenza; è un istituto valido anche per il settore del lavoro universitario e negli enti di ricerca.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, le ferie solidali possono essere effettuate sempre rispettando (come vedremo dopo) il limite delle 4 settimane annuali di ferie pagate che non possono essere cedute. Si possono cedere, ogni anno, massimo 8 giorni di ferie, o 6 giorni nel caso di dipendenti assunti per la prima volta nella P.A. nei primi tre anni di servizio.

Come abbiamo detto è possibile usare l’istituto delle ferie solidali anche nelle scuole e università, sempre eccedendo le 4 settimane pagate; possono essere cedute le 4 giornate di riposo delle festività soppresse. Bisogna presentare all’Ente la specifica richiesta.

Le ferie solidali possono essere usate solamente per quei colleghi che abbiano dei figli minorenni che abbiano bisogno, a causa di particolari problemi di salute, di cure costanti.

Come superare il rispetto delle ferie minime?

Come sappiamo l’ordinamento prevedere, nel d. lgs. 66/2003, che ogni lavoratore goda di alcuni giorni minimi di ferie e riposo. Insomma, si ritiene, comparando la nuova legge con quella più vecchia, che sia possibile effettuare la cessione dei giorni di riposo e ferie ma sempre con il limite del periodo minimo legale di ferie retribuite che sono di 4 settimane minime ogni anno, e dei giorni minimi di riposo.

Solo e soltanto i giorni disponibili, quelli che sono aggiunti al periodo minimo legale di ferie nel CCNL o che sono riconosciuti individualmente al lavoratore, possono essere ceduti con le ferie solidali.

Si deve anche tenere presente che il riposo giornaliero è dovuto secondo la legge (e quindi non cedibile) come neppure può essere ceduto il giorno di riposo a livello settimanale.

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