Money – Piu blog https://www.piublog.it Sun, 08 Mar 2020 17:25:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.3 Ripple è una vera criptovaluta? https://www.piublog.it/ripple-e-una-vera-criptovaluta/ Sun, 08 Mar 2020 17:25:34 +0000 https://www.piublog.it/?p=93 Ripple è una vera criptovaluta? Nell’ampio e complesso mondo delle criptovalute, si sente sempre più spesso parlare di Ripple. Ripple è una criptovaluta (o forse no, come vedremo) che si è imposta negli ultimi anni rispetto al bitcoin. Oggi Ripple si impone rispetto al bitcoin soprattutto perché è ritenuto uno strumento ancora più affidabile e …

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Ripple è una vera criptovaluta?

Nell’ampio e complesso mondo delle criptovalute, si sente sempre più spesso parlare di Ripple. Ripple è una criptovaluta (o forse no, come vedremo) che si è imposta negli ultimi anni rispetto al bitcoin. Oggi Ripple si impone rispetto al bitcoin soprattutto perché è ritenuto uno strumento ancora più affidabile e soprattutto che consente di poter essere utilizzata anche nella vita reale.

Ripple è presente dal 2013 ed è considerata una alternativa affidabile al bitcoin: è una valuta digitale, ovviamente, che esiste solamente in rete. Ripple in realtà è la rete e la valuta si chiama XRP. Il valore di questa valuta digitale è cresciuto di molto negli ultimi anni, ed ha registrato un aumento interessante (come anche Bitcoin ed Ethereum) un rendimento che ha ingolosito sempre più persone che si sono mosse verso il mercato delle criptovalute per poter investire in Ripple.

Creata per eliminare gli ostacoli e le problematiche che erano sorte con l’utilizzo di Bitcoin, Ripple ha come obbiettivo il sistema P2P che dovrebbe abbassare i costi dell’intermediazione delle transazioni finanziarie. In sostanza, lo scopo di questa valuta digitale è quello di abbassare (ma non eliminare del tutto) i costi delle transazioni finanziarie che in genere sono applicate sulle carte di credito o che sono applicate dalle banche).

Il funzionamento di Ripple avviene su una rete aperta, OpenSource, che gli sviluppatori possono modificare. Le transazioni non sono rintracciabili (a differenza di cosa avviene con Bitcoin) e Ripple consente anche di scambiare denaro senza blocchi fra diversi investitori. Ma Ripple è o non è una criptovaluta?

Ripple è una criptovaluta? Secondo molti non lo è

Molte persone nutrono dei seri dubbi sul fatto che Ripple possa essere considerata una criptovaluta oppure no. Infatti molti lo considerano un token elettronico: a differenza di Bitcoin, che è una criptovaluta a tutti gli effetti, Ripple, in quanto token XRP, è supportata dalla valuta tradizionale. Ripple è un mezzo di scambio per il valore della transazione, quindi non sarebbe da considerare al 100% denaro, come invece altre valute digitali. Ripple non viene alimentata da mining come avviene per i bitcoin.

Le transazioni sono alimentate per mezzo di una blockchain centralizzata che la rende più affidabile e più veloce, secondo gli sviluppatori. Il concetto di centralizzazione di Ripple fa sì che questo strumento sia sotto il controllo di una unica autorità (mentre invece le criptovalute, come ben sappiamo, sono da sempre considerati degli strumenti democratici perché non sono emessi da nessuna autorità centrale, e quindi sono libere da eventuali interferenze governative o politiche).

Questo non avviene con Ripple, emessa e controllata da un’autorità, motivo per cui non si dovrebbe considerare Ripple una criptovaluta, secondo diverse persone. Le differenze da Bitcoin e altre valute digitali rendono Ripple uno strumento ibrido e uno strumento di scambio digitale, non tanto una valuta di per sè. Inoltre per i profitti che si ottengono con Ripple bisogna pagare un piccolo prezzo perché la rete è privatizzata, a differenza di quello che avviene con i Bitcoin.

 

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La previdenza integrativa conviene davvero? https://www.piublog.it/la-previdenza-integrativa-conviene-davvero/ Sun, 08 Mar 2020 17:15:18 +0000 https://www.piublog.it/?p=88 Negli ultimi anni, si sente sempre più parlare di previdenza integrativa. Si tratta infatti di quel complesso di strumenti che consentono di crearsi un’altra entrata ulteriore e distinta dalla pensione dell’INPS che spetta per vecchiaia o anzianità. Molte persone si preoccupano che la loro pensione futura sarà troppo scarna, e decidono di risparmiare nel corso …

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Negli ultimi anni, si sente sempre più parlare di previdenza integrativa. Si tratta infatti di quel complesso di strumenti che consentono di crearsi un’altra entrata ulteriore e distinta dalla pensione dell’INPS che spetta per vecchiaia o anzianità.

Molte persone si preoccupano che la loro pensione futura sarà troppo scarna, e decidono di risparmiare nel corso della vita per garantirsi una maggiore tranquillità e serenità quando giungerà la vecchiaia. Ma la pensione integrativa conviene davvero, a conti fatti? Quali sono i rischi ed i vantaggi che questo tipo di previdenza porta con sé? Per rispondere bisogna conoscere più da vicino cosa è la pensione integrativa e come funziona.

Cos’è la pensione integrativa?

La prima domanda alla quale rispondere è: che cosa è la pensione integrativa? Si tratta come abbiamo detto di un assegno in più, di entità variabile, che verrà erogato al raggiungimento dei requisiti e che permetterà di avere una pensione più alta quando smetterà di lavorare.

I vantaggi e gli svantaggi della pensione integrativa possono essere diversi, e bisogna sempre tenerne conto prima di fare una scelta.

Quando e come scegliere la pensione integrativa?

Prima di dirigersi sul percorso della scelta del prodotto, bisogna valutare se convenga o meno la pensione integrativa. A tale scopo è necessario in primo luogo valutare quale sarà l’importo della contribuzione INPS che si avrà al termine della vita lavorativa; i servizi INPS online permettono di conoscere indicativamente la data di pensionamento e l’entità dell’assegno. Sulla base di questa prima indicazione si sceglie come procedere.

Una volta che si abbia deciso di rinforzare l’assegno mensile della pensione, bisogna individuare l’importo dello stipendio che si voglia dirottare ogni mese sulla pensione integrativa.

Quindi va scelta con cura la linea di investimento, e si devono valutare quali sono i vantaggi e gli svantaggi sul lungo periodo della scelta fatta. Infine, bisogna scegliere la pensione integrativa tenendo conto anche delle modalità di liquidazione della stessa, in forma mensile o di tesoretto.

Tipi di pensione integrativa

Possiamo distinguere diversi strumenti di pensione integrativa:

  • i fondi pensione, che si distinguono in fondi pensione aperti e chiusi; non sono prodotti assicurativi e possono accettare anche adesioni collettive (es. d’azienda), e a versare il contributo è sia il lavoratore che il datore di lavoro. I fondi pensione aperti permettono l’accesso a chiunque, quelli chiusi solo a determinate categorie di lavoratori.
  • I piani pensionistici individuali, noti con l’acronimo PIP, sono un prodotto assicurativo; la somma destinata dal cliente sarà investita sui mercati finanziari.

 

Scegliere la pensione integrativa

La scelta del tipo di pensione integrativa dipende dalle proprie necessità. Si tenga conto che i PIP sono strutturati sulle esigenze dei clienti ma che, ovviamente, hanno una variabile di rischio che è rappresentata dall’investimento sui mercati finanziari.

Inoltre bisogna tenere conto anche dei costi che la conclusione del fondo pensionistico comporta, nonché della rigidità delle clausole: ad esempio, dopo quanti anni è possibile accedere alla somma in caso di bisogno, e per quale quantità, per quali motivi (solo spese urgenti o anche senza giustificazione?).

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Scegliere il miglior conto corrente bancario: ecco come fare https://www.piublog.it/scegliere-il-miglior-conto-corrente-bancario-ecco-come-fare/ Sun, 08 Mar 2020 17:12:56 +0000 https://www.piublog.it/?p=83 Il conto corrente è un contratto che viene concluso fra la banca ed il cliente per consentire al cliente di utilizzare alcuni servizi che sono proposti dalla banca stessa. Esso, di conseguenza, comporta che sia banca che cliente si assumano degli obblighi: il secondo trasferisco alla prima i suoi risparmi, la quale compie dei servizi …

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Il conto corrente è un contratto che viene concluso fra la banca ed il cliente per consentire al cliente di utilizzare alcuni servizi che sono proposti dalla banca stessa. Esso, di conseguenza, comporta che sia banca che cliente si assumano degli obblighi: il secondo trasferisco alla prima i suoi risparmi, la quale compie dei servizi (accredito dello stipendio/pensione, pagamento delle bollette, prelievi) verso il pagamento di una somma di denaro (non sempre prevista).

La scelta del conto corrente è molto importante e quindi deve essere fatta con cura, sempre tenendo conto che non esiste “il miglior conto corrente” ma semplicemente il miglior conto corrente tenendo conto delle proprie esigenze, che siano individuali, lavorative, familiari.

Sono davvero tanti i fattori da prendere in considerazione quando si deve scegliere il conto corrente: quante volte si intende prelevare, e quanto? Si preferisce un conto tradizionale o il sempre più diffuso conto online? Si ha bisogno anche di una carta di credito?

Le tipologie di conti correnti

Non esiste un solo tipo di conto corrente: ecco i principali.

  • Conti ordinari. Sono i conti a consumo, dove le spese che il cliente affronta dipendono dal tipo e numero di operazioni.
  • Conti a pacchetto: sono conti che prevedono un canone che viene usato per pagare dei servizi accessori, come assicurazioni.

Come si sceglie un conto corrente?

Nella scelta del conto corrente bisogna tenere conto di alcune variabili che dipendono dalle esigenze personali.

  • Esigenze personali. Ovviamente a seconda che si debba scegliere un conto corrente per una famiglia, per uno studente, un imprenditore o un pensionato si potranno fare valutazioni diverse.
  • costi. I costi del conto corrente devono essere valutati con attenzione, giacché sono un elemento importante. Ci sono conti correnti che non prevedono spese e imposte di bollo, altri che prevedono un costo fisso, ed altri un costo variabile che dipende dal numero/tipo di operazioni effettuati. Chiedete alla banca l’ISC, Indicatore Sintetico di Costi, per avere una panoramica delle spese, o fate un confronto con gli strumenti di comparazione presenti online. Esistono anche conti corrente a zero spese con operazioni gratuite, spesso con termini e condizioni che pongono dei limiti alle operazioni che possono essere fatte.
  • Interessi sul conto corrente. Un altro fattore da valutare è la presenza e l’entità degli interessi sul conto corrente, che sono la ricompensa che viene offerta dalla banca al correntista per la liquidità presente sul conto corrente. Gli interessi variano a seconda della banca, e in genere quelle online ne hanno di più alti. In genere comunque i rendimenti del conto corrente sono abbastanza bassi.
  • Valutare se vi sono dei prodotti gratuiti connessi al conto corrente, come bancomat, domiciliazione delle bollette, bonifici e via dicendo.
  • Usare i comparatori online è il modo più semplice e veloce per scegliere il conto corrente più adatto alle proprie esigenze. I comparatori aiutano a valutare i costi (anche nascosti) dei conti corrente e a trovare tutte le informazioni necessarie in modo rapido e con informazioni sempre aggiornate.

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Guida alla scelta del miglior conto deposito https://www.piublog.it/guida-alla-scelta-del-miglior-conto-deposito/ Sun, 08 Mar 2020 17:10:20 +0000 https://www.piublog.it/?p=78 Il conto deposito consiste in uno strumento importante che molte persone scelgono di utilizzare per gli investimenti personali, in quanto poco rischioso. Il conto deposito è quindi un’efficace soluzione che permette di ottenere gli interessi su un capitale immobilizzato in banca. Vediamo di che si tratta e di quali criteri tenere conto per accenderlo. A …

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Il conto deposito consiste in uno strumento importante che molte persone scelgono di utilizzare per gli investimenti personali, in quanto poco rischioso. Il conto deposito è quindi un’efficace soluzione che permette di ottenere gli interessi su un capitale immobilizzato in banca. Vediamo di che si tratta e di quali criteri tenere conto per accenderlo.

A chi è consigliato il conto deposito?

Il conto deposito è uno dei prodotti finanziari più convenienti per chi cerca un investimento sicuro e che dia dei discreti risultati economici. Infatti questo strumento permette di investire del denaro senza metterlo a rischio, proteggendo il capitale al 100%.

I vantaggi del conto deposito sono la sua comodità, in quanto questo strumento consiste in una sorta di “cassaforte” sicura dove mettere al riparo il denaro, mentre gli interessi lo fanno aumentare. Al termine del vincolo, in genere di due anni, nel corso del quale l’investitore non può accedere al denaro, si può rientrare in possesso del capitale e degli interessi che sono maturati nel frattempo.

Il conto deposito è uno strumento conveniente anche perché non richiede costi: nella maggior parte dei casi non sono previsti costi di apertura, mentre il livello di rischio dello strumento è paragonabile a quello di un conto corrente, quindi è sostanzialmente nullo, dato che i depositi sotto i 100mila euro sono rimborsati dal Fondo Interbancario di Tutela Depositi anche in caso di fallimento della banca. La sicurezza di questi strumenti li rende fra i migliori a livello finanziario, per il basso rischio che essi presentano.

Come scegliere un conto deposito?

La scelta di un conto deposito va fatta con attenzione e tenendo conto di alcune variabili importanti.

  • La sicurezza. Dato che la maggior parte delle persone che opta per un conto deposito lo fa proprio perché è uno strumento di investimento sicuro, questo è un punto fondamentale nella scelta.
  • I costi. Come abbiamo detto, il conto deposito è uno strumento conveniente. Talora non bisogna sborsare neppure un euro per l’apertura, oppure i soli costi da affrontare sono quelli dell’imposta di bollo e della ritenuta sugli interessi, che è del 26% e che viene applicata alla fonte (quindi quando si ritira il capitale, la tassa sugli interessi è già stata sottratta). L’imposta di bollo è in genere di un euro. Talora le banche si assumono esse stesse il pagamento dell’imposta di bollo per ingolosire la clientela.
  • Il tempo dell’investimento. Dato che quando si investe il capitale nel conto deposito quest’ultimo viene bloccato per un certo lasso di tempo (in genere due anni, ma ci sono anche conti che vincolano il capitale per 6 o 12 mesi) bisogna scegliere il conto deposito tenendo anche conto di questa variabile, vale a dire calcolando il tempo nel quale si decide di bloccare il denaro. Se l’orizzonte temporale del vincolo si allarga, gli interessi crescono.
  • Il vincolo. Il vincolo del conto deposito non è neppure obbligatorio; infatti esistono anche dei conti liberi da vincoli, che sono meno redditizi ma che permettono anche di accedere quando lo si desidera al conto deposito ed al capitale che si ha destinato.

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Novità Fisco 2019, le news da sapere https://www.piublog.it/novita-fisco-2019-le-news-da-sapere/ Mon, 02 Sep 2019 09:37:01 +0000 http://piublog.it/?p=13 Anno nuovo, regole (del Fisco) nuove. Come ogni anno la Manovra Finanziaria da poco approvata ha comportato una serie di novità che è sempre bene conoscere per tempo. Mantenersi aggiornati paga ed è conveniente: ma quali sono le novità da conoscere sul fisco per il 2019 che sta arrivando? Ecco alcune delle principali e più …

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Anno nuovo, regole (del Fisco) nuove. Come ogni anno la Manovra Finanziaria da poco approvata ha comportato una serie di novità che è sempre bene conoscere per tempo.

Mantenersi aggiornati paga ed è conveniente: ma quali sono le novità da conoscere sul fisco per il 2019 che sta arrivando? Ecco alcune delle principali e più importanti.

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Novità Fisco 2019, ecco cosa sapere

  1. Sconti ed agevolazioni sulle macchine elettriche, ibride e poco inquinanti. La bella notizia che per chi pensava di acquistare un’auto poco inquinante (anche in leasing) per il 2019 è che ci sono diverse agevolazioni non di poco conto. Il Bonus per l’acquisto di un’auto elettrica nella fascia di emissioni 0-20 g/km di CO2 è di ben 6mila euro, con rottamazione auto. Per la fascia da 21 a 70, invece, si porta a casa un bonus di 2500 euro e senza rottamazione, rispettivamente, il bonus è di 4mila e 1500 euro. Previsti bonus per l’acquisto anche di nuovi scooter e moto elettriche.
  2. Contestualmente al bonus incentivo per l’acquisto di auto elettriche, però, scatta anche l’Ecotassa per l’acquisto delle auto inquinanti, tranne utilitarie: le fasce previste sono 4, con balzelli da 1100 a 2500 euro.
  3. Flat Tax. La famosa Flat Tax fa il suo ingresso: vale solo per le partite Iva che possono aderire al regime forfettario del 15%, sino a 65mila euro, e dal 2020 sale al 20% con quota fino a 100mila euro.
  4. Stop aumenti IVA nel 2019, ripartiranno però dal 2020.
  5. Le auto storiche fra i 21 ed i 29 anni di età potranno usufruire del taglio del bollo, pagando quindi solo la metà.
  6. Sconto IMU sui capannoni. Un’altra novità interessante è lo sconto IMU che sale al 40% per i capannoni e inoltre raddoppia anche la deducibilità dei beni strumentali.
  7. Bonus casa ed energia. Sono rinnovati per tutto il 2019 l’EcoBonus ed il Sisma Bonus, ma anche il Bonus giardini. Viene inoltre confermato dalla manovra il Bonus Mobili.
  8. Scende da 3 a 2,99 euro ad ettolitro l’accisa per la birra ed inoltre vengono operati tagli per i micro-birrifici.
  9. E-fattura: si tratta di una delle novità più importanti in assoluto, vale a dire l’obbligo di emettere le fatture elettroniche per tutti i portatori di partita IVA. Sono esclusi solamente i contribuenti forfettari e per or anche operatori sanitari nonché le farmacie.
  10. Cancellata l’IRES ridotta per gli enti non commerciali, l’aliquota passa dal 12 al 24%.
  11. Viene introdotta la tassa dell’1,5% per chi trasferisce più di 10 euro fuori dall’Ue.
  12. Cancellazione cartelle sotto i 1000 euro emesse fra il 2000 ed il 2010.
  13. Scontrini elettronici da luglio per i grandi contribuenti e obbligatoria per tutti da gennaio del 2020.
  14. Tassa del 7% per i pensionati che decidono di tornare in Italia dopo aver vissuto cinque anni fuorI; la flat tax vale anche per chi va a vivere, da pensionato, in paesini sotto i 20mila abitanti nelle regioni del mezzogiorno.
  15. Sanatoria delle liti ed accertamenti entro il 31 maggio 2019 senza sanzioni ed interessi, con unica rata o 20 rate ogni tre mesi.

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